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Xylella in Puglia, al via l’eradicazione mandorli abbandonati. Assessore: «Tuteliamo la salute di territorio e imprese»

Entra nella fase operativa l'estirpazione obbligatoria in Puglia dei mandorli marginali o in stato di abbandono situati entro i 400 metri dal perimetro delle aree delimitate per Xylella fastidiosa sottospecie fastidiosa. Diverse centinaia sono i proprietari censiti dall'Osservatorio fitosanitario per la realizzazione di questa misura di prevenzione. L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), nella…
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Entra nella fase operativa l’estirpazione obbligatoria in Puglia dei mandorli marginali o in stato di abbandono situati entro i 400 metri dal perimetro delle aree delimitate per Xylella fastidiosa sottospecie fastidiosa. Diverse centinaia sono i proprietari censiti dall’Osservatorio fitosanitario per la realizzazione di questa misura di prevenzione. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), nella relazione pubblicata il 3 febbraio 2025, ha inserito il mandorlo tra le specie con la più elevata suscettibilità alla Xylella fastidiosa sottospecie fastidiosa, e ha evidenziato che le piante ospiti presenti entro 400 metri dai confini delle zone infette sono esposte a un rischio di infezione significativamente superiore rispetto a quelle situate al di fuori di tale fascia.

I dati del monitoraggio rafforzato, effettuato dall’Osservatorio fitosanitario regionale, confermano che il mandorlo è la specie maggiormente infetta in queste aree, con un ruolo chiave nella dinamica di diffusione del patogeno verso colture limitrofe quali vite e olivo. In presenza di mandorli in stato di abbandono negli agri di Triggiano, Bari, Capurso e Noicattaro, la rimozione di queste piante costituite da potenziali serbatoi di infezione è considerata misura cautelativa fondamentale. La decisione della Regione si basa sulla valutazione che l’estirpazione dei mandorli marginali o abbandonati nelle immediate vicinanze delle aree infette contribuisce a ridurre il rischio di diffusione di Xylella.

«L’adozione di queste misure fitosanitarie – evidenzia l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Francesco Paolicelli – risponde a un preciso dovere istituzionale: tutelare la salute del territorio e la competitività del nostro sistema agricolo. Intervenire con rigore e tempestività sulla rimozione dei serbatoi di infezione è un atto di responsabilità verso i produttori e, in questo caso, verso un comparto, quello dell’uva da tavola, che rappresenta un’eccellenza riconosciuta e motore economico fondamentale per la Puglia».

La Regione Puglia precisa, infine, che eventuali mandorleti produttivi presenti entro i 400 metri dalle aree infette saranno sottoposti a specifiche attività di monitoraggio, nel rispetto delle disposizioni normative e delle indicazioni tecniche dell’Osservatorio fitosanitario.

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