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Vertenza Hiab Statte, fumata bianca dal Ministero: cassa integrazione per 45 lavoratori. Scongiurati licenziamenti

Una boccata d’ossigeno per le tute blu tarantine. È stato siglato ufficialmente oggi, venerdì 13 marzo, l’atteso accordo per l’attivazione della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (Cigs) in favore dei 45 lavoratori dello stabilimento Hiab Italia di Statte.

L’intesa è stata raggiunta al termine di un delicato vertice in videocollegamento che ha visto seduti allo stesso tavolo virtuale i rappresentanti del Ministero del Lavoro, il management dell’azienda e le sigle sindacali metalmeccaniche Fim, Fiom e Uilm.

La crisi del sito e il paracadute sociale

La vertenza si trascinava dallo scorso anno, quando i vertici di Hiab Italia – multinazionale specializzata nella produzione di attrezzature per il sollevamento e la movimentazione delle merci – avevano decretato la chiusura definitiva del sito produttivo ionico per trasferire in blocco le attività a Minerbio, in provincia di Bologna. L’accordo odierno prevede una copertura economica e normativa per i dipendenti in forza con decorrenza retroattiva dall’11 marzo e validità estesa fino al 31 dicembre 2026.

Come sottolineato dai sindacati, non si tratta solo di un ammortizzatore sociale fine a se stesso, ma di un vero e proprio “ponte” strategico. Lo strumento della Cigs servirà infatti ad accompagnare i lavoratori e le lavoratrici verso la nuova società subentrante che rileverà il sito, fornendo il tempo necessario per concludere l’operazione di closing.

«La firma del verbale garantisce il mantenimento del rapporto di lavoro per le 45 unità residue, evitando procedure traumatiche e assicurando stabilità in questa fase di transizione», hanno dichiarato congiuntamente i rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm, definendolo «un passaggio che mette ufficialmente in sicurezza i lavoratori». I sindacati hanno inoltre assicurato che manterranno alta la guardia: «Sarà nostro impegno prioritario monitorare con estrema attenzione ogni fase della ricollocazione del personale, affinché il passaggio alla nuova realtà garantisca la piena continuità occupazionale».

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