C’è una memoria che non sbiadisce e che, a distanza di ottantadue anni, continua a rappresentare un faro di legalità e sacrificio per l’intero Paese. Questa mattina, nel cortile della Caserma “Ugo de Carolis” (sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Taranto), si è tenuta una profonda e commossa cerimonia per commemorare l’82° anniversario della strage delle Fosse Ardeatine, consumatasi per mano delle truppe di occupazione tedesche il 24 marzo 1944.
Tra le centinaia di prigionieri italiani trucidati in quell’eccidio figurava anche il maggiore dei Carabinieri Ugo De Carolis, figura eroica e indomita a cui è intitolata proprio la struttura militare tarantina.
La vita e le gesta di De Carolis rappresentano un pilastro assoluto nella storia dell’Arma. Già decorato con la Medaglia d’argento al valor militare durante la Grande Guerra e con quella di bronzo per le operazioni nell’Ogaden, dopo l’armistizio di Cassibile il maggiore scelse senza esitazione la via dell’onore.
Entrato attivamente nella Resistenza romana, assunse ruoli di comando nel Fronte Militare Clandestino, operando nell’ombra fino al fatale arresto da parte della Gestapo nel gennaio del 1944. Sottoposto ad atroci torture che non ne piegarono mai lo spirito, venne infine condannato a morte e assassinato nelle cave ardeatine.
La commemorazione odierna si è svolta in un clima di palpabile emozione. Il comandante provinciale, colonnello Antonio Marinucci, ha accolto i familiari del maggiore De Carolis, stringendosi a loro insieme a una nutrita rappresentanza di militari in servizio e ai membri dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo.
Il momento più toccante è coinciso con la deposizione di una corona d’alloro in onore di tutti i caduti per la libertà, seguita dalla benedizione solenne impartita dal cappellano militare del comando, Don Cataldo Letizia, che ha ricordato a tutti i presenti il valore inestimabile di quel sacrificio per la costruzione dell’Italia democratica.