Sensazionale scoperta nelle acque del Tarantino dove sono stati individuati i resti di una grande imbarcazione di età romana inabissatasi nel mar Ionio.
Il rinvenimento è avvenuto a giugno delle scorso anno nell’ambito di normali attività di controllo in mare condotte dalla Guardia di finanza con l’uso delle più recenti e sofisticate strumentazioni di bordo, che hanno rilevato la presenza di un’anomalia sul fondale. Immersioni successivamente eseguite con l’ausilio di dei sommozzatori di Taranto, di concerto con la Soprintendenza, hanno svelato la presenza del relitto di una grande nave oneraria di epoca tardo-imperiale con il suo carico di anfore.
La notizia è stata diffusa solo oggi vista l’esigenza di assicurare la tutela dell’importante giacimento subacqueo scongiurando il rischio di saccheggio e per preservare il potenziale informativo custodito nel deposito archeologico, nell’attesa di mettere a punto la migliore strategia d’intervento.
La Soprintendenza archeologica Belle Arti e Paesaggio si è tempestivamente attivata per il reperimento dei fondi necessari per pianificare ed eseguire gli interventi di documentazione, indagine archeologica e messa in sicurezza del relitto.
La notizia recentemente apparsa sui quotidiani, relativa all’assegnazione delle risorse per 780mila euro da parte del Consiglio superiore dei Beni culturali e paesaggistici, ha poi anticipato la comunicazione dell’avvio dell’azione sinergica, che vede coinvolte la Guardia di finanza e la Soprintendenza, destinataria dei fondi, per le operazioni di indagine archeologica e tutela del patrimonio sommerso.
Nelle prossime settimane verranno avviate le attività di ricognizione sistematica e documentazione del relitto attraverso le più moderne metodologie di indagine. Attività che saranno propedeutiche per la pianificazione del complesso intervento di scavo archeologico subacqueo, per il corretto recupero del carico e per le delicate attività conservative da eseguire sui reperti e sui resti dell’antica imbarcazione.
