La mobilitazione giovanile e studentesca torna a far sentire la propria voce nel capoluogo pugliese. Le sigle OSA (Opposizione Studentesca d’Alternativa) e Cambiare Rotta hanno annunciato la loro adesione alla giornata di agitazione nazionale fissata per il prossimo 5 marzo. L’appuntamento barese è previsto per le ore 17 in Piazza Umberto, dietro uno slogan dal messaggio inequivocabile: “Guerra alla guerra: noi non ci arruoliamo!”.
Il no al ritorno della leva e alle spese militari
Al centro della protesta c’è la netta opposizione all’ipotesi di un ripristino del servizio militare. Una prospettiva che, evidenziano le associazioni nel loro comunicato, si è già parzialmente concretizzata in Germania (a cui i giovani baresi esprimono solidarietà) e che sembra farsi strada anche in Italia e Francia. Sotto la lente d’ingrandimento ci sono i piani del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, che prevedono investimenti per 7 miliardi di euro finalizzati all’assunzione di 7mila unità nelle Forze Armate.
Secondo i promotori della mobilitazione, le classi dirigenti europee e occidentali stanno rispondendo all’attuale crisi globale offrendo ai giovani – già schiacciati dalla mancanza di prospettive, dal precariato e da “salari da fame” – l’arruolamento nel settore bellico come unica garanzia di stabilità lavorativa.
La critica si estende alle scelte economiche generali. Gli studenti denunciano l’allineamento del governo italiano alle direttive NATO (che impongono di destinare il 2% del PIL agli armamenti) e l’aumento della spesa militare nazionale, a discapito di settori vitali. I manifestanti chiedono di fermare il definanziamento di:
- Istruzione e formazione pubblica.
- Sanità territoriale.
- Servizi e bisogni primari dei lavoratori.
Il presidio di Piazza Umberto si inserisce in un quadro di dura contestazione politica al governo Meloni, accusato di servilismo verso i “diktat della Nato” e di attuare tentativi repressivi per silenziare il dissenso sociale (citando il Ddl sicurezza, le norme sull’antisemitismo e il presunto scivolamento verso uno “Stato di Polizia”). La piazza barese servirà inoltre come trampolino di lancio per un altro grande appuntamento politico: le associazioni hanno infatti rilanciato la partecipazione alla manifestazione nazionale per il “NO sociale” al Referendum costituzionale, in programma a Roma il prossimo 14 marzo.









