Giornata di forte mobilitazione oggi, 28 novembre, con scioperi e manifestazioni in numerose città italiane. Lo stop, proclamato da Cub, Usb, Sgb, Cobas e Usi-Cit, coinvolge trasporti, scuola, sanità e diversi servizi pubblici. Al centro della protesta, la contestazione alla Manovra economica 2026, ancora in fase di revisione parlamentare.
Come riporta Open la manifestazione principale si è svolta a Roma, dove Usb ha convocato lavoratori e lavoratrici in piazza Montecitorio dalle 11: «Nel giorno in cui i parlamentari non lavorano, saremo noi a votare la Finanziaria del Popolo», spiegano le sigle promotrici. Tra le rivendicazioni: salario minimo di 2mila euro, pensione a 62 anni, stop agli appalti, riduzione dell’orario di lavoro, più case popolari, servizi pubblici gratuiti e no al riarmo.
Nel resto della capitale si è mosso anche il corteo dei Cobas, partito da piazza Indipendenza verso piazza Barberini, mentre gli studenti di licei e università hanno aderito con proprie mobilitazioni. Per domani è previsto un nuovo appuntamento da piazza San Paolo, per chiedere di interrompere ogni collaborazione militare con Israele.
A Genova il corteo ha visto in testa personalità come Greta Thunberg, Francesca Albanese, il giornalista Chris Hedges e l’ex ministro greco Yanis Varoufakis. «Il porto di Genova è un esempio di resistenza civile», ha dichiarato Albanese, ringraziando i lavoratori impegnati nelle campagne contro le forniture di armi.
A Milano il corteo partito da piazza Oberdan ha attraversato corso Buenos Aires fino a Lambrate, con Atm costretta a chiudere la stazione per motivi di sicurezza. Pesanti ripercussioni anche sul traffico ferroviario nazionale, con cancellazioni e ritardi per Trenitalia, Trenord, Fs e Italo fino alle 21.