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Sabotaggio del gasdotto Nord Stream 2: nel commando anche una ex attrice porno

C’era anche una donna nella squadra di sommozzatori che avrebbe sabotato il gasdotto Nord Stream 2, l’infrastruttura chiave che portava in Europa il gas dalla Russia attraverso il Mar Baltico. A rivelare nuovi dettagli sull’attentato è il giornalista del Wall Street Journal Bojan Pancevski, che in un libro appena pubblicato in Germania ricostruisce la preparazione e l’esecuzione dell’operazione. La donna, soprannominata “Freya”, sarebbe stata «la più coraggiosa di tutta la squadra», secondo l’autore.

La ricostruzione riaccende i riflettori su uno dei misteri più delicati della guerra in Ucraina e delle relazioni energetiche tra Mosca e l’Europa. Pancevski sostiene che l’allora capo di Stato maggiore ucraino Valerij Zaluzhny avrebbe informato il presidente Volodymyr Zelensky del piano. Kiev, però, continua a smentire: Zelensky ha sempre negato con forza di essere stato al corrente del sabotaggio.

A rendere ancora più controversa la vicenda è un ulteriore dettaglio emerso da ricerche del tabloid tedesco Bild: Freya, oltre a far parte del gruppo operativo, in gioventù sarebbe stata un’ex modella porno. Secondo quanto riportato, avrebbe persino previsto di utilizzare quel passato come copertura: in caso di controlli avrebbe dichiarato di essere impegnata nelle riprese di un film a tema sottomarino.

Nel libro si fa riferimento anche al ruolo dei servizi segreti occidentali. Secondo Pancevski, alcune intelligence avrebbero saputo in anticipo dell’attentato e avrebbero chiesto agli ucraini di fermare l’operazione. La Cia avrebbe informato i tedeschi che Zelensky era stato messo al corrente del piano ma che lo aveva bloccato. Resta però difficile stabilire quanto queste informazioni siano fondate.

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