Si torna a scavare nel “cratere” di via Pinto 6, lì dove il 5 marzo 2025 una palazzina implose su se stessa, lasciando col fiato sospeso l’intera città per il salvataggio miracoloso della 74enne Rosalia De Giosa. La decisione è arrivata oggi, durante il sopralluogo tecnico disposto nell’ambito dell’incidente probatorio: a partire dall’ultima settimana di febbraio, i pilastri dei piani superiori ancora visibili tra le macerie verranno rimossi.
L’obiettivo dei periti nominati dal Tribunale e dei consulenti della Procura e delle parti è scendere in profondità. Rimuovendo i detriti superficiali, i tecnici sperano di accedere agli spazi del piano interrato per verificare lo stato dei pilastri di fondazione. Al momento non è chiaro se questi elementi strutturali siano ancora presenti, seppur danneggiati, o se siano stati polverizzati dal crollo. L’esame di questi resti è considerato cruciale per determinare le cause esatte del cedimento dell’edificio, che era stato sgomberato già un anno prima del disastro a causa di criticità strutturali note.
I tecnici si riaggiorneranno il prossimo 9 febbraio per pianificare i dettagli operativi. Nel frattempo, prosegue l’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis e dalla pm Silvia Curione. Nel registro degli indagati figurano nove persone con l’accusa di crollo colposo: tra loro i rappresentanti dell’impresa Dell’Aera Costruzioni (incaricata della messa in sicurezza), i progettisti, i direttori dei lavori, i collaudatori, i responsabili dei puntellamenti e un perito che nel 2021 aveva certificato la stabilità dell’immobile.