Il provvedimento varato dal presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, per ridurre le liste d’attesa nella sanità regionale incassa apprezzamenti ma anche forti perplessità da parte dei medici, che segnalano come principale criticità la carenza di personale. L’Ordine dei medici di Bari e l’Ussmo (Universo sanità sindacato medici ospedalieri) hanno diffuso una nota congiunta in cui riconoscono la bontà dell’intento, ma chiedono un confronto concreto prima dell’attuazione delle misure.
Il presidente dell’Ordine dei medici di Bari, Filippo Anelli, definisce “di buon senso” l’estensione di giorni e orari per le prestazioni diagnostiche, ma solleva un interrogativo centrale: senza personale sufficiente, come rendere operative queste scelte? Anelli apprezza l’approccio deciso di Decaro e la volontà di coinvolgere gli operatori sanitari, ritenuta essenziale per affrontare problemi strutturali come le liste d’attesa, e auspica una convocazione rapida degli Ordini provinciali e del Consiglio sanitario regionale.
Più critico il segretario regionale Ussmo Puglia, Franco Lavalle, secondo cui l’allungamento degli orari ambulatoriali non può essere la soluzione a un problema noto da anni. La vera emergenza, sottolinea, resta la carenza di personale negli ospedali, che impone scelte chiare tra la gestione delle urgenze nei pronto soccorso e nei reparti e l’erogazione delle prestazioni ambulatoriali. Da qui l’invito a Decaro ad ascoltare ordini professionali e sindacati prima di assumere decisioni definitive.
Nella stessa giornata, Decaro ha incontrato i sindacati della sanità, illustrando le misure adottate e chiedendo collaborazione costante. I rappresentanti del comparto hanno espresso complessiva soddisfazione, apprezzando il metodo di confronto diretto. È stata confermata l’intenzione di effettuare verifiche mensili sull’appropriatezza prescrittiva, alla luce di dati che indicano in Puglia un eccesso di prestazioni urgenti rispetto alla media nazionale.
Condivisa anche la necessità di intervenire sui piani di assunzione 2026-2027, nel rispetto delle norme nazionali, per rafforzare il personale. I sindacati hanno assicurato piena collaborazione, giudicando positivamente l’apertura al dialogo mostrata dal presidente della Regione.










