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Legge di Bilancio 2026, l’accusa della Fp Cgil sulle 310 assunzioni senza concorso: «Lo Stato svende i diritti»

Una scelta governativa che «svilisce il merito e la funzione stessa» della Pubblica Amministrazione, trasformando una missione umanitaria delicatissima in una macchina burocratica alimentata a precariato. È un attacco frontale e senza sconti quello lanciato da Dario Capozzi Orsini, segretario regionale della FP CGIL Puglia, contro le nuove misure di reclutamento previste dalla Legge di Bilancio 2026.

Al centro della bufera c’è il potenziamento degli organici delle Commissioni territoriali e della Commissione nazionale per l’asilo. La manovra autorizza l’assunzione di 310 nuove figure (240 funzionari e 70 assistenti amministrativi), ma con una modalità che ha scatenato l’ira dei sindacati: l’aggiramento del concorso pubblico a favore del reclutamento tramite agenzie di lavoro interinale.

Per la FP CGIL, la decisione rappresenta una grave ferita alla dignità del lavoro e alla tutela dei diritti umani. «Non è un dettaglio: è un attacco diretto alla delicatezza della funzione pubblica – incalza Capozzi Orsini –. Chi opera nelle Commissioni non svolge un semplice impiego burocratico. Parliamo di professionisti che ogni giorno mettono competenza e umanità al servizio di chi scappa da orrori e persecuzioni».

Delegare una materia così sensibile a personale in somministrazione significa, secondo il sindacato, degradare il sistema di protezione internazionale a una mera «catena di montaggio», dove le vite umane rischiano di essere trattate come pratiche da smaltire in fretta, affidate a lavoratori in condizioni di precarietà, definiti brutalmente “usa e getta”. Un quadro già oggi sotto forte pressione, che rischia di implodere con l’imminente entrata in vigore del nuovo Patto europeo asilo e migrazione.

Di fronte a questo scenario, la FP CGIL Puglia annuncia battaglia. L’obiettivo della mobilitazione sindacale si muoverà su un doppio binario: da un lato, tutelare i nuovi assunti interinali affinché la loro condizione di precarietà si traduca in una parentesi brevissima; dall’altro, lottare affinché il concorso pubblico torni a essere la via maestra ed esclusiva per l’accesso alla PA.

«Saremo al fianco di tutti i colleghi – conclude il segretario regionale – perché la qualità del servizio e la vita delle persone non possono essere messe all’asta o appaltate al miglior offerente interinale».

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