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Lecce, l’arcivescovo Panzetta: «Pasqua insanguinata dalla guerra, costruiamo la pace»

«È ancora una Pasqua insanguinata dalla guerra, resa triste dalla cainità, dal fatto che un fratello possa alzare la mano contro un altro fratello». Così l’arcivescovo di Lecce Angelo Raffaele Panzetta nel giorno di Pasqua. «Certo – continua – dietro le guerre ci sono motivazione altisonanti, ma noi lo sappiamo che alla fine dietro di tutto c’è sempre la corsa ad accaparrarsi le risorse e quindi è il denaro che genera queste conflittualità terribili».

«Sappiamo che la guerra non fa progredire l’umanità, è una follia la guerra. Qualche giorno fa il presidente degli Stati Uniti ha detto che avrebbe in mano la forza militare per far tornare l’Iran all’età della pietra. Dovremmo rispondere a lui dicendo che siamo già tornati all’età della pietra: quando si usa la clava, quando si usano le frecce, quando si usa la guerra, quando si usano le bombe, l’umanità torna indietro di millenni. Ogni volta che c’è un atto di guerra l’umanità fa un passo indietro nella dignità, nello sviluppo, nella crescita».

«L’annuncio di Gesù risorto – conclude l’arcivescovo di Lecce – deve continuare a scaldare il nostro cuore nel buio del mondo. La Pasqua ci dà il diritto di sperare, ma ci dà anche la responsabilità di diventare costruttori di pace, di diventare costruttori della civiltà dell’amore. Tutti possiamo fare qualcosa per generare fiducia, per generare riconciliazione, per generare un linguaggio, uno stile di vita disarmato e disarmante. Diamoci dunque da fare perché la cultura della Pasqua, la cultura della luce, la cultura del dialogo e della misericordia prevalga nel nostro mondo». 

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