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Lecce, Alessandra riceve in carcere il premio Afrodite per la sua poesia “Ave Maria piena di rabbia”

Il premio le è stato consegnato nell’ambito di “Libere di leggere”: i versi, dice, sono «un flusso che mi aiuta a esprimere tutte le emozioni»

Lecce, Alessandra riceve in carcere il premio Afrodite per la sua poesia “Ave Maria piena di rabbia”
(Foto comunicato stampa)

Alessandra, giovane detenuta nel carcere di Borgo Mezzanone a Lecce, ha ricevuto lunedì scorso, 28 settembre, il premio di poesia Afrodite che le è stato consegnato nella biblioteca dell’istituto di pena, sede del progetto “Libere di leggere“.

Proprio in carcere Alessandra ha scritto “Ave Maria piena di rabbia“, composizione con la quale si è aggiudicata la quinta edizione del riconoscimento.

«Se scrivo vivo», ha affermato: «La poesia è un flusso che mi aiuta a esprimere tutte le emozioni, ma anche le frustrazioni e le scelte sbagliate che mi hanno portato qui. Oggi – ha aggiunto Alessandra – la mia poesia è conosciuta, condivisa e letta. Le mie parole viaggiano e con esse una parte di me, la parte più libera e sognatrice».

L’incontro, fortemente voluto dall’ideatore del premio e delegato di Ambiente Italia Antonio Inguscio, ha riunito sette donne detenute della sezione di media sicurezza: Alessandra, Anna, Paola, Imma, Maria Grazia, Sara e Cinzia.

Tutte hanno evidenziato l’importanza del progetto “Libere di leggere”, che ogni mercoledì dà l’opportunità di ritrovarsi in uno spazio di ascolto e confronto.

Lecce, Alessandra riceve in carcere il premio Afrodite per la sua poesia “Ave Maria piena di rabbia”

«Scrivere è taumaturgico per noi – ha detto Paola – un percorso doloroso ma illuminante». Anna, invece, ha spiegato che «le volontarie non ci guardano come detenute, ma ci fanno sentire libere. Si scrive perché non si può parlare con l’esterno». E così Anna ha ripreso gli studi universitari all’interno del carcere, mentre Maria Grazia e Sara coltivano la passione per la cucina e sognano di poter realizzare un laboratorio dedicato.

La vicedirettrice del carcere, Sonia Fiorentino, ha inoltre annunciato che «estenderemo il progetto alla sezione maschile. Crediamo nel reinserimento e Borgo San Nicola resta un carcere a vocazione trattamentale».

La poesia vincitrice del premio non resterà soltanto sulla carta, ma sarà incisa su una mattonella di ceramica e installata sul lungomare di Santa Caterina di Nardò, entrando a far parte del “Lungomare dei Poeti“, il libro di poesia a cielo aperto che cresce anno dopo anno.