Ancora tre settimane, poi gli aerei rischiano di restare a terra. Alla vigilia dei negoziati di Islamabad tra Usa e Iran gli aeroporti d’Europa scoprono le carte di una crisi che potrebbe rivelarsi tra le più disastrose della storia recente. In una lettera inviata alla Commissione Ue l’associazione degli scali europei – Aci Europe – ha messo nero su bianco che, sui rifornimenti di cherosene, non c’è più tempo da perdere.
La lettera «Se il transito attraverso lo Stretto di Hormuz non riprenderà in modo significativo e stabile entro le prossime tre settimane, la carenza sistemica di carburante per aerei è destinata a diventare una realtà per l’Ue», è stato l’alert annotato nella missiva.
La lettera di Aci Europe – rivelata dal Financial Times e visionata dall’Ansa – dipinge un quadro davvero a tinte fosche, dove rischiano di finire nel caos vacanze estive e prenotazioni dei voli. Del resto, l’allarme degli aeroporti europei non giunge all’improvviso. Solo lo scorso 3 aprile il commissario Ue all’Energia Dan Jorgensen si soffermava sul rischio di razionamento del carburante. A ciò va aggiunto un dato: la tregua della guerra in Iran ha prodotto effetti minimi sulla navigazione nello Stretto, che resta di fatto ancora ferma.
E ora «le riserve di carburante per aerei si stanno esaurendo», mentre «l’impatto delle attività militari sulla domanda» sta mettendo ulteriormente a dura prova le forniture, ha scritto l’associazione degli aeroporti europei nella lettera indirizzata a Jorgensen e al commissario ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas. L’Europa rischia di essere coinvolta in una tempesta perfetta: l’avvicinarsi dell’alta stagione estiva, «quando il trasporto aereo sostiene l’intero ecosistema turistico da cui dipendono molte economie», ha infatti ulteriormente accentuato le «preoccupazioni» del settore aeroportuale.
Le preoccupazioni «Al momento non esistono una mappatura e un monitoraggio a livello Ue della produzione e della disponibilità di carburante per aerei. C’è la necessità di un monitoraggio e di un intervento proattivo da parte dell’Ue», ha aggiunto ancora Aci Europe. Bruxelles ha convocato per il 21 aprile una riunione d’emergenza – in videocall – dei ministri dei Trasporti dei 27.