La Groenlandia torna al centro delle tensioni geopolitiche globali, diventando uno dei nodi più sensibili del confronto tra Stati Uniti, Unione europea, Nato e Russia. Il presidente Donald Trump ha rilanciato con forza l’ipotesi di un controllo statunitense dell’isola artica, arrivando a minacciare dazi doganali contro i Paesi che non sosterranno il piano di Washington, motivandolo con esigenze di sicurezza nazionale.
La Casa Bianca ha parlato apertamente di “acquisizione della Groenlandia”, suscitando una dura reazione di Copenaghen, che ha ribadito come il territorio non sia in vendita e che eventuali negoziati impostati su queste basi sarebbero destinati a fallire rapidamente.
Dall’Europa arrivano prese di posizione compatte sul principio di sovranità. La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha chiarito che nulla può essere deciso senza la Danimarca e la Groenlandia stessa, richiamando il diritto all’autodeterminazione e l’integrità territoriale. Anche la Commissione europea ha ricordato che la Groenlandia, in quanto parte del Regno di Danimarca, rientra nella clausola di difesa reciproca dell’Ue. Germania e Francia, pur invitando alla calma, sostengono un rafforzamento coordinato della presenza Nato nell’Artico, mentre Berlino esclude al momento un intervento militare statunitense, parlando piuttosto di un “gioco di potere”.
Nel frattempo sono in corso missioni di ricognizione e l’invio limitato di militari europei sull’isola, interpretati da Parigi come un segnale di determinazione a difendere la sovranità europea. La Nato valuta un’operazione strutturata sull’Alto Nord, sul modello delle iniziative già avviate nel Baltico. La Russia osserva con attenzione e accusa l’Alleanza di voler militarizzare l’Artico, pur ribadendo che la Groenlandia è territorio danese.
L’Italia rivendica un ruolo strategico nella regione. La premier Giorgia Meloni ha definito l’Artico “centrale e strategico” per sicurezza, energia, ricerca e commercio globale, sottolineando l’importanza delle nuove rotte marittime e delle risorse naturali. Il governo italiano punta su cooperazione, diritto internazionale e presenza economica e scientifica, mentre prepara anche iniziative imprenditoriali dedicate.









