Nonostante le violenze e i pesanti danneggiamenti subiti, la missione umanitaria della Global Sumud Flotilla non si arresta. All’alba di oggi, la flotta ha lasciato l’isola di Creta riprendendo il mare con un obiettivo immutato: rompere l’assedio e raggiungere la Striscia di Gaza per portare aiuti alla popolazione civile.
La ripartenza dopo l’assalto
Il viaggio riprende dopo i drammatici eventi della notte tra il 29 e il 30 aprile scorsi, quando un intervento dell’esercito israeliano aveva portato al danneggiamento di oltre venti imbarcazioni e all’arresto di diversi attivisti. Tra le navi che hanno ripreso la navigazione figura la Holy Blue, partita dal porto di Bari esattamente un mese fa: si tratta dell’unica imbarcazione superstite tra quelle colpite dall’incursione.
La flotta fa ora rotta verso la Turchia, dove è previsto l’aggancio con altre navi che si uniranno alla spedizione. Confermata anche la presenza della ong Open Arms, che continuerà il viaggio a fianco della Flotilla.
In una nota ufficiale, i portavoce della missione hanno ribadito la ferma volontà di proseguire nonostante i rischi: «Le immagini che arrivano ogni giorno da Gaza sono agghiaccianti, mentre i governi continuano a restare immobili. La missione non si ferma». Resta alta la tensione per la sorte di due attivisti, Thiago Ávila e Saif Abukeshek, attualmente reclusi nel carcere israeliano di Ashkelon senza accuse formali e con una detenzione prorogata almeno fino al 10 maggio.
Bari centro della mobilitazione
Parallelamente alla navigazione, il fronte della protesta resta caldissimo a Bari. In piazza San Ferdinando prosegue senza sosta il presidio permanente, diventato il cuore di assemblee pubbliche, incontri e momenti di informazione per tenere accesi i riflettori sulla crisi in Medio Oriente.
«Non ci fermeremo finché Gaza sarà sotto assedio e finché il popolo palestinese continuerà a essere massacrato nel silenzio delle istituzioni internazionali», conclude la nota degli organizzatori. «Da Bari al Mediterraneo, dalle piazze ai porti, continueremo a esserci».