A Niscemi, in provincia di Caltanissetta, la situazione è drammatica: oltre 1.500 persone sono state evacuate a causa di una frana che ha reso inagibili decine di abitazioni. La collina interessata sta scivolando verso la piana di Gela, creando un fronte di circa 4 km e profondità fino a 50 metri, definito dai geologi come un evento senza precedenti in Europa.
È stata istituita una zona rossa di 150 metri dalla “nicchia di distacco” e molte case prospicienti il ciglio non saranno più abitabili. Il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano e il presidente della Regione Renato Schifani hanno effettuato sopralluoghi aerei e sul territorio, sottolineando la complessità della situazione e la necessità di delocalizzare definitivamente le famiglie a rischio.
Il parroco Don Giuseppe Cafà descrive lo stato di angoscia della comunità, con famiglie ospitate temporaneamente da parenti o B&B, e l’impegno della Chiesa per assistenza morale e materiale. Il sindaco Massimiliano Conti parla di una tragedia che segnerà la comunità per anni e ribadisce la necessità di mantenere la calma mentre la frana è monitorata.
La leader Pd Elly Schlein e il ministro Antonio Tajani chiedono maggiori fondi per la gestione dell’emergenza, sottolineando l’insufficienza dei 100 milioni stanziati e proponendo di usare risorse destinate ad altri progetti infrastrutturali. La Protezione Civile prevede contributi del fondo CAS, il Contributo di Autonoma Sistemazione, fino a 900 euro al mese per famiglia sfollata.
I geologi evidenziano che il fenomeno è noto da decenni e non è stato scatenato da piogge eccezionali (cumulate inferiori a 45 mm in due settimane), segnalando fragilità dei terreni sabbiosi e argillosi. Il Consiglio Nazionale dei Geologi richiama l’urgenza di monitoraggio costante, prevenzione e pianificazione coerente con il rischio idrogeologico, per evitare nuove emergenze in aree vulnerabili.










