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Fondi pubblici, la Corte dei Conti dispone un maxi risarcimento da 3,9 mln in favore della Regione Puglia

La fotografia scattata dalla Procura generale della Corte dei Conti nella sua relazione annuale parla di 226 condanne per danni sui fondi pubblici, per un totale di 45,3 milioni di euro. Tra le vicende più rilevanti segnalate dall’organo requirente contabile spicca un caso salentino legato al Programma integrato di agevolazione - PIA Turismo, che ha…
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La fotografia scattata dalla Procura generale della Corte dei Conti nella sua relazione annuale parla di 226 condanne per danni sui fondi pubblici, per un totale di 45,3 milioni di euro.

Tra le vicende più rilevanti segnalate dall’organo requirente contabile spicca un caso salentino legato al Programma integrato di agevolazione – PIA Turismo, che ha portato a una condanna milionaria e all’apertura di un procedimento penale per truffa aggravata. A mettere il punto è la sentenza numero 282/2025 della Sezione giurisdizionale regionale della Corte dei Conti per la Puglia.

Il collegio ha condannato la PGH Barone di Mare s.r.l., insieme al legale rappresentante Hermes Mazzotta, al pagamento in solido di 3.965.926,45 euro in favore della Regione Puglia.

Il fatto

L’indagine contabile è stata avviata da un’informativa della Guardia di finanza, che ha ricostruito un articolato sistema di presunte irregolarità nella gestione del finanziamento pubblico. Al centro del procedimento, secondo quanto emerge dagli atti, la presenza di fatture inesistenti, un meccanismo di interposizioni fittizie tra imprese appaltatrici e subappaltatrici, oltre alla contestata anticipazione dell’avvio dei lavori rispetto ai termini previsti dal bando regionale. Elementi che, per i giudici contabili, evidenzierebbero una condotta dolosa idonea a determinare un danno erariale.

Il focus

La Corte sottolinea come la mera realizzazione delle opere non sia sufficiente a escludere la responsabilità, quando risulterebbero violati i principi di trasparenza, correttezza e legalità che regolano l’accesso ai contributi pubblici. Il quadro delineato in sede contabile si intreccia con quello penale.

La stessa vicenda ha, infatti, dato origine a un procedimento per presunta truffa aggravata ai danni dello Stato, preceduto da un sequestro preventivo confermato dal tribunale del Riesame. Circostanza che rafforza, secondo la Procura contabile, la gravità delle condotte contestate.

La decisione della Corte dei Conti accende i riflettori sull’utilizzo dei fondi pubblici, nazionali e europei. Dichiarazioni mendaci, documentazione non veritiera, violazione dei vincoli di destinazione: sono queste le fattispecie che più frequentemente emergono nelle aule della magistratura contabile. E il caso salentino rappresenta una delle condanne economicamente più consistenti dell’anno.

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