Una fortunata coincidenza ha permesso a una donna in ipotermia e a suo figlio di essere salvati nelle campagne del Foggiano. Provvidenziale è stato l’intervento di Michele Leombruno, sindaco di Serracapriola.
Il primo cittadino del comune di 3.680 abitanti si stava dirigendo in auto nella vicina San Paolo di Civitate per assistere a una partita di calcio quando ha notato la donna riversa sull’asfalto e suo figlio che era in evidente stato di agitazione. È accaduto nel pomeriggio di ieri, 4 gennaio.
Leombruno non ha esitato e si è fermato per prestare i primi soccorsi allertando anche il 118.
«Ero diretto in auto al campo sportivo di San Paolo dove si doveva disputare l’incontro di calcio con la squadra del mio paese e stavo percorrendo la provinciale 144 in solitaria quando mi imbatto nella donna di circa 60 anni e in suo figlio di una trentina di anni», racconta Leombruno all’Ansa. «Pioveva a dirotto, c’era tanta nebbia e le temperature erano davvero proibitive», spiega. A quell’ora, le 14:45 circa, «la strada è completamente deserta», nota il primo cittadino.
Il racconto prosegue: «Mi fermo, scendo dall’auto e mi rendo subito conto che la donna è in un grave stato di ipotermia. Aveva le labbra violacee, le mani congelate e non riusciva a parlare. Chiamo subito il 118, mi dicono che l’ambulanza di Serracapriola è impegnata in un soccorso a San Severo – ricorda il sindaco -. Prendo un asciugamano che trovo in auto e cerco di riscaldarla, e mentre sto per caricarla in auto al telefono con il 118, vedo l’ambulanza sopraggiungere e il personale sanitario prende in consegna la donna e il figlio. Mi sono accertato delle sue condizioni di salute, è fuori pericolo».
Mamma e figlio, a quanto si apprende, erano senza telefoni cellulari, quindi non avrebbero potuto chiedere aiuto. «Da anni hanno fatto questa scelta di vita – sottolinea il primo cittadino -. Entrambi si alzano la mattina e percorrono decine di chilometri a piedi tra le strade di campagna a raccogliere verdura. Cosa che hanno fatto anche ieri. Nonostante le condizioni fossero del tutto proibitive».










