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Cuba, la portaerei Usa Nimitz nel Mar dei Caraibi: sale la tensione

Cuba, la portaerei Usa Nimitz nel Mar dei Caraibi: sale la tensione

A Cuba cresce la tensioneper una sempre più probabile un’azione concreta degli Stati Uniti contro l’isola. Un clima di attesa carico di incertezza attraversa la capitale, mentre si moltiplicano le iniziative militari e diplomatiche che alimentano lo scontro tra Washington e il governo cubano.

L’ultimo segnale è arrivato dal Comando Sud degli Stati Uniti, che ha annunciato l’arrivo nei Caraibi del gruppo d’attacco guidato dalla portaerei a propulsione nucleare USS Nimitz. «Benvenuti nei Caraibi, Gruppo d’Attacco del Nimitz», ha scritto il Southcom sui social, sottolineando una presenza che, secondo fonti americane, avrebbe soprattutto una funzione di dimostrazione di forza. Tuttavia, il dispiegamento è stato letto all’Avana come un’escalation difficilmente casuale, soprattutto dopo l’incriminazione dell’ex leader Raúl Castro per il caso dell’abbattimento di due aerei di esuli negli anni ’90.

Secondo il New York Times, l’amministrazione statunitense non avrebbe pianificato operazioni militari su larga scala, ma l’arrivo della portaerei viene comunque interpretato come un segnale politico e strategico. Analoghe manovre navali avevano preceduto altre crisi nella regione, rafforzando i sospetti di una pressione crescente su Cuba. Nel frattempo, una parte del dispositivo militare americano impiegato nei mesi scorsi nei Caraibi sarebbe stata ridistribuita, anche se alcune unità restano ancora nell’area.

A rendere il quadro ancora più incandescente sono le dichiarazioni di Donald Trump, che ha evocato la possibilità di una “liberazione” di Cuba, alimentando ipotesi e timori su un’operazione imminente. Le sue parole hanno innescato un forte dibattito e una catena di reazioni internazionali, mentre all’Avana i media ufficiali mostrano immagini di sistemi di difesa aerea in stato di massima allerta e delle Forze Armate Rivoluzionarie schierate con mezzi di epoca sovietica.

Il governo cubano ha risposto convocando una grande manifestazione a L’Avana, prevista per venerdì sulla Piazza Anti-imperialista José Martí, di fronte all’ambasciata statunitense. L’iniziativa è stata presentata come una mobilitazione di condanna contro le accuse e le sanzioni rivolte a Raúl Castro.

Sul piano internazionale, Cina e Russia hanno espresso sostegno a Cuba, criticando l’iniziativa giudiziaria e le pressioni di Washington. Anche la Spagna ha invitato alla prudenza, respingendo l’uso della forza e ribadendo che il futuro dell’isola deve essere deciso esclusivamente dal popolo cubano. In questo scenario, l’isola si ritrova al centro di un nuovo confronto geopolitico dal potenziale altamente destabilizzante.