Nell’ultimo biennio (2023-2024) il bilancio sociale della Procura di Bari è stato «estremamente positivo, frutto di un grandissimo lavoro di squadra, ma su alcune cose rallenteremo a causa di App», la nuova applicazione informatica in uso negli uffici giudiziari da gennaio del 2025 per la trasmissione degli atti dei procedimenti, da quest’anno anche per le misure cautelari.
Lo ha affermato il procuratore Roberto Rossi durante una conferenza stampa nel corso della quale ha presentato il bilancio sociale della Procura.
«Il sistema informatico di App – ha sottolineato Rossi – pone notevolissimi problemi al lavoro, il programma nonostante le nostre indicazioni è stato mal pensato, non ci sono finanziamenti per le reti e per le strutture hardware. La tutela dei cittadini passa attraverso una organizzazione efficiente, e questo spetta al Ministero», ha aggiunto.
«Faccio un esempio, – ha spiegato Rossi – le misure cautelari per il codice rosso devono essere rapide. In un grave recente caso di maltrattamenti abbiamo inviato la misura cautelare tramite App alla stazione dei carabinieri perché la eseguissero, ma anziché arrivare in un millesimo di secondo, come dovrebbe, dopo numerose ore non era ancora arrivata e abbiamo dovuto farlo con altri mezzi».
Il prossimo bilancio «avrà dati diversi, sicuramente negativi, perché non funziona il sistema e questa è una responsabilità del Ministero che noi dobbiamo denunciare», ha ribadito Rossi.
Il procuratore ha poi sottolineato le criticità legate alla carenza di organico del personale amministrativo, spiegando che «abbiamo centinaia di fascicoli pronti che non riusciamo a smaltire perché manca il personale per inserire i dati».
Infine, ha ricordato l’importanza delle intercettazioni: «Servono per produrre un effetto di recupero dei patrimoni illeciti, quindi non è vero che costano. Costano, ma si recupera molto di più».
I numeri del bilancio sociale 2023-2024 della Procura di Bari
Ammontano a circa 30,7 milioni di euro le spese sostenute dalla Procura di Bari nel biennio 2023-2024, quasi 13,2 milioni impiegati per le intercettazioni telefoniche, ambientali, informatiche, attraverso trojan.
Il bilancio è stato presentato alla stampa, oltre che dal procuratore Roberto Rossi, dagli aggiunti Ciro Angelillis e Giuseppe Gatti.
Nel 2023, rivelano i dati, le spese per la giustizia sono state di 14,8 milioni (6,2 milioni per le intercettazioni), 15,9 nel 2024 (7 per intercettazioni). A fronte di questi costi, in totale sono stati recuperati poco più di 343 milioni di euro con i sequestri (226 nel 2023, 117 nel 2024) e 154 milioni di confische definitive: “Tali valori – è scritto nel bilancio – offrono un’idea immediata e tangibile degli sforzi investigativi dell’ufficio e, soprattutto, di una dimensione del valore che le attività della Procura generano a beneficio della comunità”.
Nello stesso biennio, la Direzione distrettuale antimafia di Bari ha eseguito 560 misure cautelari personali e 65 misure reali, definendo 15.887 procedimenti a fronte dei 16.800 sopravvenuti nello stesso periodo.
La Dda, si legge nel bilancio sociale, ha sostenuto uno “sforzo straordinario nel Foggiano“, con oltre 130 operazioni, 880 arresti, decine di tonnellate di droga sequestrate, oltre 100 interdittive antimafia e sei Comuni sciolti per mafia.
Diversi anche i collaboratori di giustizia “di alto livello” che hanno iniziato a collaborare con gli inquirenti. Complessivamente, nei due anni analizzati, sono state aperte 103mila indagini e definiti 110mila procedimenti, con un calo del 20% delle pendenze residue.