Striscioni, bandiere e megafoni hanno animato nel tardo pomeriggio piazza Umberto, nel cuore di Bari, per il presidio di protesta promosso dal Coordinamento Antifascista. A partire dalle 18:30, studenti e attivisti si sono radunati per contestare apertamente il nuovo Decreto Sicurezza varato dal Governo, definito dalla piazza come un provvedimento repressivo e gravemente lesivo del diritto democratico al dissenso.
Oltre alla forte critica contro le recenti misure governative, la mobilitazione ha allargato il perimetro della rivendicazione, accendendo i riflettori su una serie di emergenze sociali e internazionali. Al centro dei cori e degli interventi al megafono sono finiti il caro vita, la morsa della precarietà lavorativa e la denuncia dei salari insufficienti, uniti a un netto rifiuto delle politiche di riarmo e dei conflitti globali.
L’iniziativa è stata inoltre l’occasione per lanciare un fermo monito a livello locale. Nel documento diffuso alla vigilia del presidio, infatti, il Coordinamento ha richiamato i tesi momenti vissuti sabato sera durante un corteo spontaneo nel centro cittadino. Gli attivisti hanno denunciato la presunta presenza di gruppi legati all’estrema destra e ad ambienti neofascisti, invocando una risposta compatta, vigile e decisa da parte di tutta la comunità democratica barese.
