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Bari e Bar, sorelle dell’Adriatico: sì al gemellaggio nel nome di Marconi. Leccese: «Un ponte di cultura e affari»

Un ponte ideale che scavalca il mare, anzi, che lo attraversa sulle onde della storia e della radio. Bari stringe ufficialmente un patto di fratellanza con la sua “quasi omonima” dirimpettaia: la città di Bar (Antivari), nella Repubblica del Montenegro.

Su proposta del sindaco Vito Leccese, la giunta comunale ha approvato oggi l’accordo di gemellaggio, sancendo un legame che affonda le radici nella vocazione adriatica del capoluogo pugliese. Non si tratta solo di diplomazia formale, ma di una strategia precisa che guarda alla sponda orientale come partner naturale per lo sviluppo economico, turistico e culturale.

Il sindaco Leccese ha voluto ricordare come le due città siano unite da un filo rosso tecnologico e commerciale antico di oltre un secolo. «Non è un caso che il 3 agosto 1904 Guglielmo Marconi abbia realizzato il primo collegamento radio attraverso l’Adriatico mettendo in comunicazione proprio Bari e Bar», ha commentato il primo cittadino. Se un tempo erano i traghetti e i segnali radio a unire le due sponde, oggi l’obiettivo è creare nuove sinergie. L’accordo punta a incentivare scambi su quattro assi fondamentali: cultura (valorizzazione delle tradizioni identitarie), turismo (pacchetti congiunti sull’area adriatica), economia (collaborazione tra imprese) e ambiente. «Un impegno a lungo termine – conclude Leccese – per coinvolgere attivamente i cittadini e supportare la crescita delle due comunità nel terzo millennio».

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