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Banca Bppb, per gli azionisti uscire dal capitale è difficile

Banca Bppb, per gli azionisti uscire dal capitale è difficile

Per un’azionista uscire dal capitale della «Banca Popolare di Puglia e Basilicata» non è un’operazione immediata, semplice e così fattibile. Per molti sottoscrittori di azioni che hanno contattato L’Edicola, si tratterebbe di un percorso complesso, spesso lungo e senza garanzie di tempi certi, legato alla necessità di trovare un compratore disposto a subentrare nel titolo.

Il meccanismo di vendita

Una condizione che, di fatto, renderebbe il mercato delle azioni dell’istituto poco liquido e difficile da attraversare per chi intende dismettere la propria partecipazione. Butta acqua sul fuoco il presidente di BPPB, Leonardo Patroni Griffi: «A differenza dei titoli quotati sui mercati regolamentati, le azioni della banca circolano in un circuito ristretto, in cui la compravendita dipende esclusivamente dall’incontro tra domanda e offerta tra privati». Un meccanismo che, secondo diversi azionisti, si traduce spesso in tempi lunghi e in una forte incertezza sulla possibilità stessa di vendere.

Il deprezzamento

Negli anni, inoltre, secondo i dati della banca, il valore delle azioni ha subito un progressivo ridimensionamento, con una perdita significativa rispetto ai livelli storici. «Recentemente, però – spiega il presidente Patroni Griffi – il titolo ha mostrato segnali di lieve risalita». Ma il leggero recupero non sembra aver cancellato le difficoltà accumulate nel tempo da molti piccoli risparmiatori. Il tema della liquidità resta, infatti, centrale. «Chi desidera uscire dall’investimento non può contare su una vendita immediata – continua il numero uno della banca – ma deve attendere che sul mercato interno si presenti un soggetto interessato all’acquisto». In assenza di domanda, dunque, la cessione si blocca o si prolunga indefinitamente, trasformando quello che dovrebbe essere un normale strumento finanziario in un asset difficile da smobilizzare. Una situazione che alimenta interrogativi tra gli azionisti, soprattutto tra i piccoli investitori che negli anni hanno acquistato le quote come forma di risparmio. Per molti di loro, la prospettiva di rientrare rapidamente del capitale appare complessa, se non incerta.

Il dibattito

Il tema riporta al centro il dibattito più ampio sul funzionamento delle banche popolari e sulla trasparenza dei mercati interni delle azioni non quotate, dove il prezzo e la possibilità di vendita dipendono da dinamiche ristrette e da un numero limitato di operatori. In questo scenario, la recente ripresa del valore del titolo rappresenta un segnale positivo, ma parziale. Per gli azionisti resta, infatti, aperta la questione principale: non solo quanto valgono le azioni, ma, soprattutto, quanto sia realmente possibile venderle.