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Attualità Puglia

Autonomia differenziata, la Puglia resiste ma è tradita dalle altre regioni del Sud

Spaccatura netta tra le Regioni sull’autonomia differenziata, con la Puglia che prova a guidare il fronte del No ma resta in minoranza. In Conferenza delle Regioni la mozione proposta dal presidente della Regione Puglia Antonio Decaro incassa il via libera delle sei Regioni a guida centrosinistra, mentre le tredici amministrazioni di centrodestra votano contro, comprese diverse Regioni del Mezzogiorno.

Un esito politico che fotografa plasticamente la divisione del Paese sul tema più sensibile della riforma Calderoli. La proposta pugliese chiedeva di fermare le pre-intese sull’autonomia, in particolare sulla sanità, già avviate con Piemonte, Lombardia, Veneto e Liguria, in assenza della definizione compiuta dei Livelli essenziali delle prestazioni e soprattutto senza un adeguato finanziamento del fondo perequativo.

Il confronto

Al centro dello scontro proprio il nodo delle risorse. Secondo la linea sostenuta da Decaro, senza Lep finanziati l’autonomia rischia di trasformarsi in un moltiplicatore delle disuguaglianze, consolidando il vantaggio delle Regioni più forti e penalizzando quelle con sistemi sanitari già sotto pressione. Una posizione condivisa dal blocco progressista, ma respinta dal centrodestra, che invece spinge per andare avanti con le intese. Il dato politicamente più rilevante è che la frattura non segue solo la tradizionale linea Nord-Sud.

A votare contro la mozione pugliese sono state anche alcune Regioni meridionali governate dal centrodestra, segno di un allineamento politico che supera le tradizionali rivendicazioni territoriali. Il confronto si inserisce in un quadro più ampio già segnato da tensioni nelle scorse settimane, quando le Regioni avevano invece trovato un punto di convergenza unanime proprio sulla richiesta di chiarire e finanziare i Lep prima di qualsiasi trasferimento di competenze. Un equilibrio che ora si rompe nel passaggio politico più delicato: quello delle intese concrete con il Governo.

Per la Puglia si tratta comunque di una battaglia destinata a proseguire. La linea resta quella di subordinare ogni forma di autonomia alla garanzia uniforme dei diritti, a partire dalla sanità, vero banco di prova della riforma. Ma il voto della Conferenza certifica che il terreno resta profondamente diviso, con una maggioranza di Regioni pronta a sostenere il percorso del Governo e un fronte contrario che, almeno per ora, non riesce a fare massa critica.

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