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Ucraina, colpita la tv. Bombe sui bambini

Dopo il primo round di negoziati di pace oggi è atteso un secondo incontro fra le delegazioni di Ucraina e Russia. Nel frattempo però non si ferma la violenza nel Paese invaso dai militari di Mosca. Ieri un blitz a Kiev ha colpito la torre della tv, provocando la morte di almeno cinque persone. Solo poche ore prima l’esercito russo aveva invitato tutti i cittadini della regione della capitale che abitano vicino a ripetitori di telecomunicazioni a lasciare le loro case. Secondo l’intelligence, le truppe russe starebbero anche preparando un attacco aereo sulla Cattedrale di Santa Sofia, sempre a Kiev, un sito diventato patrimonio dell’Unesco, come riferisce l’ambasciata ucraina presso la Santa Sede. La furia russa ieri non ha risparmiato neanche un monumento che si trova nelle vicinanze del memoriale di Babi Yar, che ricorda lo sterminio di trentamila ebrei avvenuto durante la seconda guerra mondiale da parte dei nazisti.

Mentre un convoglio russo di blindati di più di 60 chilometri ha cominciato la sua marcia su Kiev. La cronaca della guerra racconta anche di un reparto maternità vicino la capitale finito nel mirino, mentre in pieno centro a Kharkiv è stato colpito dai razzi russi il palazzo del governo regionale, provocando la morte di almeno dieci persone.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky accusa la Russia di «crimini di guerra», mentre l’obiettivo dichiarato di Mosca continua a essere «smilitarizzare» e «de-nazificare» l’Ucraina, proteggere la Russia dalla «minaccia militare» dei Paesi occidentali e quindi proseguire l’offensiva fino al raggiungimento di «tutti gli obiettivi». La diplomazia continua comunque a lavorare, nella speranza di arrivare quanto prima a un cessate il fuoco. Proprio per questo è stato annunciato per oggi il secondo round di colloqui alla frontiera con la Bielorussia, sulle rive del fiume Pripyat. Anche se il Cremlino chiarisce che è presto per una loro valutazione. Intanto, in un video messaggio alla conferenza sul disarmo di Ginevra, il ministro degli Esteri russo Lavrov accusa Kiev di cospirare per sviluppare il suo arsenale atomico, con una minaccia alla sicurezza internazionale. Secondo Lavrov, boicottato dalle delegazioni, è «inaccettabile per la Russia che alcuni Paesi europei ospitino armi nucleari degli Stati Uniti».

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