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Ambiente e Sostenibilità Taranto

Rigassificatore al porto di Taranto, si compatta il fronte del “No”: «È un’opera inutile e dannosa»

Il fronte del «No» si compatta contro il mega-impianto da 12 miliardi di metri cubi al molo polisettoriale. M5S, Legambiente e Wwf chiedono lo stop immediato al governo. Il gruppo regionale del M5S ha depositato una mozione, a prima firma della consigliera Annagrazia Angolano, per impegnare la Giunta regionale a esprimere parere negativo sul rigassificatore. «Taranto ha già pagato un prezzo altissimo in termini di salute», dice Angolano.

L’infrastruttura, che prevede l’attracco di circa 100 navi metaniere all’anno, è considerata un freno allo sviluppo economico cittadino: secondo i cinquestelle, l’attività comprometterebbe il traffico commerciale e i progetti strategici del porto, penalizzando gli operatori con maggiori attese e costi, oltre a preoccupare i residenti del quartiere Lido Azzurro per la sicurezza.

Il rischio tornado

Legambiente contesta duramente la documentazione progettuale, dove il rischio tornado viene definito «marginale». L’associazione ricorda l’evento di classe «F3» del 2012 che devastò lo stabilimento siderurgico, evidenziando come il cambiamento climatico stia rendendo tali fenomeni più frequenti. «Un nuovo tornado potrebbe causare un devastante effetto domino sugli impianti a rischio di incidente rilevante dell’area», avvertono gli ambientalisti. Legambiente ha inoltre segnalato al ministero dell’Ambiente l’assenza di 31 allegati fondamentali nel rapporto preliminare di sicurezza, chiedendo la sospensione dei termini per le osservazioni (attualmente fissati al 4 marzo) fino alla pubblicazione integrale degli atti.

La posizione del Wwf

«Opera inutile e dannosa, i numeri non tornano». È durissima anche la posizione del Wwf Italia, che definisce il progetto «scollegato dai reali bisogni del Paese»”. L’associazione evidenzia una palese sovraccapacità energetica: i consumi di gas in Italia sono scesi a 62,2 miliardi di metri cubi nel 2024, mentre la capacità di approvvigionamento supera già gli 83 miliardi. Viene smontata anche la tesi della decarbonizzazione dell’ex Ilva: solo 3,5 miliardi di metri cubi sarebbero destinati all’acciaieria, mentre il resto finirebbe nella rete nazionale. Il Wwf chiede al governo di abbandonare la retorica della sicurezza energetica per avviare una vera riconversione fondata su bonifiche e rinnovabili.

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