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Milleproroghe: Draghi infuriato

Più che milleproroghe è mille mani. Pariti all’assalto del decreto e Mario Draghi non ci sta. Dopo due giorni di caos a Montecitorio con i deputati all’assalto della diligenza per inserire emendamenti in favore di interessi specifici e particolari, il premier convoca una riunione con i capi della maggioranza dopo essere salito dal dal presidente…
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Più che milleproroghe è mille mani. Pariti all’assalto del decreto e Mario Draghi non ci sta. Dopo due giorni di caos a Montecitorio con i deputati all’assalto della diligenza per inserire emendamenti in favore di interessi specifici e particolari, il premier convoca una riunione con i capi della maggioranza dopo essere salito dal dal presidente della Regione. A Mattarella il premier riferisce tutto il suo fastidio per sgambetti e tiri mancini. Ottenuto il sostegno del Capo dello Stato ha ricordato ai partiti che egli è lì per fare delle cose non per subire i capricci di partiti ingovernabili. Tutto è cominciato con la corsa ad provvedimento legislativo che è un atto che di norma segue la legge di bilancio e serve a rimediare o a rimandare interventi che non trovano spazio in finanziaria o non ci sia stato accordo per superarli. Nei fatti è un decreto omnibus dove i parlamentari tentano di inserire commi per favorire territori o categorie.

Durante il milleprororghe non esistono maggioranze che tengano, come dimostrato dagli schemi a geometria variabile che hanno battuto il governo quattro volte su un accapo fondamentale come l’uso del denaro contante. Grazie al voto con l’opposizione di fratelli d’Italia da parte di Lega e berlusconiani, per quest’anno gli italiani potranno pagare cash fino a duemila euro e non più mille come era stato stabilito lo scorso anno.
E’ una discussione animata dove trova posto lo sblocco delle graduatorie per gli insegnanti supplenti e il bonus psicologo, ma anche incentivi per la produzione di biogas, sostenuto da parlamentari vicini a coldiretti. Sul fronte occupazionale brindano i portuali che hanno ottenuto agevolazioni per esodare dalle loro occupazioni, mentre 3 milioni e mezzo di euro saranno destinati ai contratti per il personale sanitario delle forze armate, insieme a 200 mila euro offerte alle associazioni combattentistiche. Ci sono poi le difese territoriali come quella dei parlamentari tarantini che hanno fatto cartello per impedire che i fondi rinvenienti dai sequestri ai Riva, ex proprietari dell’Ilva non venissero più destinati per la bonifica dei siti inquinati nella città del golfo. Così come non mancano le postille ultraparticolari come quella presentata dalla piddina Martina Nardi, presidente della commissione attività produttive della camera, con cui si confermano 500 mila euro di ristori ai commercianti di Albiano Magra in provincia di Massa Carrara per il crollo di un ponte. Tanto impegno mentre il tempo scorre e per molti sono le ultime occasioni per provare a far qualcosa a Montecitorio.

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