«In mezzo a scene devastanti di sofferenza umana a Mariupol, un secondo tentativo oggi di iniziare l’evacuazione di circa 200.000 persone dalla città è stato interrotto», ha affermato in una nota il Comitato internazionale della Croce Rossa, che aveva aperto il passaggio dei civili nella città del sud-est accerchiata dai russi.
Ancora una volta, Mosca e Kiev si sono incolpate a vicenda per la mancata evacuazione dei civili. Secondo le autorità ucraine, i russi hanno continuato a bombardare le zone del passaggio dei civili. I separatisti del Donbass invece hanno riferito che sono state le forze ucraine a non aver rispettato il cessate il fuoco.
Nella mattinata di ieri ci sono stati pesanti bombardamenti a ovest e a nord-ovest di Kiev. Due colpi di mortaio hanno colpito un checkpoint installato per consentire l’ingresso di civili in città dalla periferia. Ci sono vittime civili, anche bambini. Stesso copione anche a Irpin dove le forze armate russe hanno sparato contro i civili, uccidendone almeno tre prendendo deliberatamente di mira un ponte utilizzato dai civili per evacuare.
Continuano intanto gli sforzi diplomatici. Il presidente russo, Vladimir Putin, e quello turco, Recep Tayyip Erdogan, hanno iniziato un colloquio telefonico sull’Ucraina. Erdogan ha detto che è necessario garantire il cessate il fuoco, aprire i corridoi umanitari e firmare il trattato di pace. Vladimir Putin, parlando con il Presidente turco Erdogan, ha detto che «le operazioni speciali possono essere sospese solo se Kiev cesserà le sue azioni militari».
Sono più di 1,5 milioni i rifugiati fuggiti dall’Ucraina in 10 giorni, secondo quanto riferisce l’Onu. Zelensky intanto si dice preoccupato per le operazioni militari del Cremlino: «I russi si preparano a bombardare il porto di Odessa»
In un discorso agli ucraini ieri mattina, il presidente ha elogiato le molte forme di resistenza che le persone hanno scelto per opporsi all’invasione russa e ha definito il suo paese «una superpotenza dello spirito». Il Paese, ha detto in un video, «si è espresso al massimo delle sue possibilità, i soldati hanno combattuto ma anche la gente comune ha difeso città, ospedali e vigili del fuoco». Quindi il presidente ha incoraggiato i residenti delle aree occupate a protestare, se possibile. In dieci giorni di guerra, ha detto Zelensky, «l’Ucraina ha unito milioni di persone, che sono diventate un tutt’uno».
L’undicesima notte di guerra in Ucraina ha visto una breve pausa nei bombardamenti mentre aumenta la pressione russa sui civili in fuga. La diplomazia, intanto, fallita la tregua dichiarata da Mosca, intensifica gli sforzi per far cessare le ostilità il prima possibile in attesa del terzo round di negoziati e del Consiglio di sicurezza Onu di oggi.
Le forze armate ucraine lanciano intanto un allarme sulla diga che serve la centrale idroelettrica di Kaniv, di cui i russi, dicono, vorrebbero assumere il controllo. Il sindaco di Mariupol parla di «situazione disperata» in città, dove mancano da giorni elettricità, acqua, riscaldamento ed è difficile reperire forniture mediche e altri beni essenziali.










