I negoziati tra Ucraina e Russia al confine bielorusso sulle rive del fiume Prypyat si sono conclusi.
Russia e Ucraina prevedono un “secondo round” dei colloqui. Le delegazioni stanno ritornando nelle rispettive capitali per le consultazioni.
«Abbiamo trovato alcuni punti su cui è possibile trovare un terreno comune». Lo ha detto il negoziatore russo Vladimir Medinsky. In una telefonata con il presidente francese Emmanuel Macron, il presidente russo Vladimir Putin si è impegnato oggi a sospendere tutti gli attacchi contro i civili e le abitazioni. Nella telefonata Putin ha dato il suo accordo a restare in contatto per prevenire l’aggravamento della situazione. Macron ha ribadito a Putin la richiesta della comunità internazionale di cessare l’offensiva russa contro l’Ucraina, ribadendo la necessità di un cessate il fuoco immediato. In particolare, Macron ha chiesto che cessino i bombardamenti contro civili e abitazioni, che siano preservate tutte le infrastrutture civili e siano garantite le principali strade, in particolare quella del sud di Kiev. Putin, secondo le fonti della presidenza francese, ha confermato la volontà di impegnarsi su questi tre punti.
Un accordo con l’Ucraina sarà possibile solo dopo la «smilitarizzazione e de-nazificazione di Kiev, quindi quando avrà assunto uno status neutrale»: lo ha detto il presidente Putin nella telefonata con Macron, secondo quanto riferisce il Cremlino. Vladimir Putin insiste nel chiedere il riconoscimento internazionale della Crimea come territorio russo tra le condizioni per porre fine al conflitto. L’Ucraina intanto prepara la richiesta ufficiale per l’adesione all’Unione europea. Tema, questo, spiega il presidente del consiglio Ue Charles Michel, su cui finora nel dibattito generale ci sono state opinioni diverse. E l’Alto rappresentante per gli Esteri Josep Borrell, aggiunge che l’adesione dell’Ucraina all’Ue nell’immediato «non è in agenda», perché ora è il momento di lottare contro un’aggressione. Sul fronte economico, l’inasprimento delle sanzioni contro Mosca a causa dell’invasione in Ucraina mette sotto pressione i mercati, e si registra il balzo di petrolio e gas. L’Europa comunque si compatta a fianco di Kiev, e il premier italiano Mario Draghi assicura il pieno e convinto appoggio dell’Italia alle misure europee.










