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Il Parco dell’Alta Murgia tra i più virtuosi d’Italia per la salvaguardia degli impollinatori

Il Ministero della transizione ecologica premia il Parco nazionale dell’Alta Murgia per le azioni messe in campo per la tutela della biodiversità. Ad annunciarlo è lo stesso ente che ha sede a Gravina in Puglia e comprende 13 comuni dell’area murgiana: il Parco è nella rosa dei più virtuosi d’Italia grazie alle strategie messe in…
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Il Ministero della transizione ecologica premia il Parco nazionale dell’Alta Murgia per le azioni messe in campo per la tutela della biodiversità.

Ad annunciarlo è lo stesso ente che ha sede a Gravina in Puglia e comprende 13 comuni dell’area murgiana: il Parco è nella rosa dei più virtuosi d’Italia grazie alle strategie messe in campo per salvaguardare gli insetti impollinatori. Azioni che hanno rispettato, in modo puntuale malgrado la pandemia, le indicazioni fornite dall’Ispra e dall’Università di Torino, inquadrate nelle Direttive ministeriali 2019 e 2020.
Il riconoscimento premia in particolare la gestione di “Alta Murgia: un Parco per api e farfalle”, punta a progetto che, attraverso interventi di miglioramento ambientale e pratiche di gestione delle aree forestali e agricole, punta a una migliore condizione degli impollinatori selvatici.  
«Con il progetto “Alta Murgia: un Parco per api e farfalle” – dichiara Francesco Tarantini, presidente PNAM – puntiamo a una maggiore comprensione del ruolo chiave degli impollinatori, ma anche a favorirne nel concreto la tutela con indagini e interventi sul territorio. Oltre a gratificarci, il riconoscimento del MiTE è un impulso ad accrescere l’attività di sensibilizzazione dei cittadini, spesso ignari dell’importanza di questi insetti.  In agenda ci sono webinar ed eventi di educazione ambientale in occasione della Giornata mondiale delle api».
Tra gli obiettivi primari del progetto, inoltre, la realizzazione di un’app per la raccolta dati e volta alla creazione di un database unico per tutte le aree protette regionali e nazionali, con la finalità di stimare gli indicatori di conservazione degli insetti e l’adozione di buone pratiche per l’attuazione dei programmi di monitoraggio, secondo i protocolli forniti da Ispra. Le indagini di campo svolte nell’Alta Murgia hanno rilevato finora la presenza di ben 107 specie di apoidei e 81 di farfalle diurne.

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