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Taranto, un altro sversamento sul lungomare: c’è preoccupazione. Il Comune minimizza

Segnalazione degli ambientalisti di VeraLeakcs dopo il primo episodio del 2 settembre. Lenoce afferma che la chiazza era il materiale di un cantiere

Taranto, un altro sversamento sul lungomare: c’è preoccupazione. Il Comune minimizza
Sversamento di materiale sul lungomare di Taranto

A distanza di circa un mese nelle acque antistanti Lido Taranto, sul Lungomare, ieri mattina si è verificato un altro sversamento.

Un episodio che ha preoccupato non poco i cittadini davanti a cui occhi si è presentato un scenario inquietante, tanto da suscitare non poche preoccupazioni e successive precisazioni.

Lo scenario

Il referente di VeraLeakcs, Luciano Manna, ha documentato tutto l’accaduto con foto e video chiedendo agli enti competenti di fare chiarezza sull’evento.

Sul posto erano presenti alcuni operai che stanno svolgendo lavori di riqualificazione della zona in base ad un progetto del Comune di Taranto finanziato dal ministero delle Infrastrutture.

Un progetto che prevede la realizzazione di una passeggiata a mare con un suggestivo affaccio sul mar Grande.

In acqua era ben visibile in superficie un materiale non meglio identificato che ha richiamato anche l’attenzione delle forze dell’ordine intervenute per svolgere un sopralluogo e risalire alla causa dello sversamento in mare e soprattutto di che natura fosse il materiale sversato.

La vicenda

Da quanto riferito dallo stesso Manna, già in passato i responsabili dei lavori sarebbero stati diffidati dalla Capitaneria di Porto ma di fatto l’episodio si è ripetuto. Sempre Manna ha provveduto ad allertare sia Arpa Puglia che la Capitaneria di Porto e a sporgere una querela nei confronti di ignoti.

Informato dell’accaduto l’assessore ai Lavori Pubblici, Lucio Lonoce, ha precisato che la chiazza in mare sarebbe da ricondurre alle recenti abbondanti piogge che hanno frantumato l’argilla facendola defluire in mare, a causa anche dei lavori in corso.

Non si tratterebbe quindi né di materiale cementizio né di fuoriuscita di acque nere. Nulla di preoccupante per l’assessore ma i dubbi rimangono.

«Il mar Grande non può essere trattato come una discarica» è il commento di Luciano Manna che intende andare in fondo alla questione che, nonostante una prima diffida, si è ripetuta, mentre i lavori continuano come se niente fosse.

Su questo secondo sversamento interviene anche il consigliere comunale del Pri, Mirko Di Bello, che lamenta «non c’è stata alcuna risposta all’interrogazione dello scorso 2 settembre (quando si è verificato il primo sversamento, ndr) ora è giunto il momento di fare chiarezza. L’unica spiegazione fornita nel corso della commissione Ambiente è stata quella di un guasto a una pompa di immersione che avrebbe provocato il ritorno in mare di materiale già aspirato».

Una spiegazione dubbia, secondo l’esponente del Pri che per questo incalza: «Ora, dopo il secondo sversamento, è necessario verificare la natura del materiale che galleggia, la provenienza e l’eventuale collegamento con le attività del cantiere. L’assessore all’Ambiente dovrà riferire pubblicamente sulla causa dello sversamento».