La mensa scolastica non è ancora partita e a Taranto cresce la protesta. Il centrodestra attacca l’amministrazione comunale sui ritardi e sulla copertura finanziaria del servizio, Taranto Popolare chiama in causa le risorse nel Piano esecutivo di gestione e i sindacati lanciano l’allarme per i lavoratori dell’appalto, ancora fermi dopo la pausa estiva.
A sollevare il caso sono i consiglieri comunali Stellato, Vietri, Toscano, Lazzaro, Ungaro, Tacente, Tribbia e Messina. «Le scuole sono iniziate da settimane e, a ottobre ormai inoltrato, il servizio di refezione scolastica non è ancora partito», denunciano, sottolineando che non risulterebbe ancora pubblicato neppure l’avviso attraverso il quale le famiglie potranno iscrivere i propri figli. Per il centrodestra si tratta di un ritardo senza precedenti, destinato a produrre ulteriori disagi per scuole e genitori. Il rischio, sostengono i consiglieri, è che salti l’intero mese di ottobre: una volta pubblicato l’avviso, infatti, bisognerà concedere alle famiglie il tempo per presentare le domande e successivamente organizzare l’avvio del servizio negli istituti. Nel mirino finisce anche la copertura finanziaria.
L’opposizione parla di una «corsa contro il tempo» dell’amministrazione per rimediare, «a quanto pare, a un errore grossolano quanto grottesco» e contesta al Comune di essere arrivato alla predisposizione del bilancio di previsione senza garantire preventivamente risorse adeguate per un servizio «strutturale e ricorrente». Sul punto interviene anche Mazzariello, capogruppo di Taranto Popolare, secondo il quale le risorse necessarie sarebbero state «dimenticate» nel Peg, il Piano esecutivo di gestione. «Non stiamo parlando di una voce di spesa marginale – afferma – ma di un servizio essenziale per le famiglie, i genitori che lavorano e, soprattutto, per il diritto allo studio e al benessere dei nostri bambini».
Ma la mancata partenza della mensa apre anche il fronte dei lavoratori. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno scritto al sindaco Bitetti, alla Direzione Servizi educativi e sport e all’assessora alla Pubblica istruzione Simeone, manifestando «profonda preoccupazione» per il protrarsi del ritardo. Le organizzazioni sindacali ricordano che il prolungarsi dell’inattività sta compromettendo ulteriormente il sostentamento di decine di famiglie. Il disservizio, però, ricade anche sulle famiglie degli alunni: la mensa, osservano i sindacati, è essenziale per conciliare i tempi di vita e di lavoro dei genitori e garantire il diritto allo studio e l’offerta formativa a tempo prolungato. Le tre sigle chiedono quindi al Comune chiarimenti urgenti sulle cause che stanno ritardando l’avvio e la convocazione di un tavolo di confronto. Politica e sindacati, dunque, incalzano l’amministrazione da fronti diversi. Sul tavolo resta soprattutto una domanda: quando partirà la mensa scolastica?
