Home » Taranto » Taranto, Kyma Ambiente sempre più in crisi: nuovo confronto in Comune con i sindacati

Taranto, Kyma Ambiente sempre più in crisi: nuovo confronto in Comune con i sindacati

Critiche le associazioni di categoria perché l’azienda di igiene urbana rischia seriamente di finire in liquidazione. Uil chiede revoca amministratore

Taranto, Kyma Ambiente sempre più in crisi: nuovo confronto in Comune con i sindacati
L’incontro di ieri sol sindaco Bitetti, il vice Giorno e l’assessore alle partecipate Cataldino

Nuovo confronto tra sindacati e amministrazione comunale a Palazzo di città sulla grave crisi finanziaria che da mesi si trascina intorno alla società partecipata Kyma Ambiente, che si occupa di igiene pubblica.

Le casse dell’azienda sono in rosso, i debiti, a quanto pare, superano i 43 milioni di euro e tra i sindacati serpeggia la paura che la società venga messa in liquidazione, con tutto ciò che una debacle del genere comporterebbe per i dipendenti, le casse pubbliche e per il decoro e la pulizia della città. Al tavolo erano seduti il sindaco Piero Bitetti, il vicesindaco Mattia Giorno, l’assessore alle Società partecipate Gianni Cataldino, insieme a dirigenti e tecnici comunali.

Lo scontro

La posizione più dura è quella della Uil Trasporti, con Carmelo Sasso che ha chiesto senza mezzi termini la revoca dell’incarico all’amministratore unico di Kyma Ambiente Gaetano Nacci. Per il sindacalista, la situazione debitoria è irreversibile, ad un passo dalla messa liquidazione della società. Sasso ha contestato l’assenza al tavolo dei vertici tecnici della società. Sasso ha annunciato di voler sottoporre alle altre sigle la richiesta di revoca dell’amministratore.

Per Mimmo Sardelli, di Fp Cgil, non si sono fatti passi in avanti, la situazione resta poco chiara e manca una relazione sulla reale situazione economica della società. Fausto Rossetti, della Fit Cisl, ha invece indicato una strada: ci sarebbe la possibilità per il Comune di utilizzare risorse accantonate in passato per ripianare parte dell’esposizione debitoria della partecipata.

Gli scenari

Sullo sfondo resta tutta l’incertezza sul futuro dell’x Amiu e sulle possibilità di salvataggio. Altro tema che dovrà essere affrontato prossimamente, è il rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale dell’inceneritore, fermo da molti anni. I sindacati chiedono di fare chiarezza sul revamping e sulle tipologie di rifiuti da trattare.