È stata confermata anche in Appello la condanna a due anni di reclusione – per il reato di abbandono di minore – a carico di una 25enne georgiana che, nell’agosto del 2023, abbandonò il figlio appena nato accanto a un cassonetto, dopo aver partorito da sola nel bagno dell’abitazione dove lavorava come badante. Il bambino fu trovato e vive oggi con la mamma in una comunità.
La giovane era stata già condannata nel dicembre 2024 dal giudice Giovanni Caroli per abbandono di minore, mentre era stata assolta dall’accusa di tentato infanticidio.
In Appello la difesa, rappresentata dall’avvocato Francesco Zinzi, aveva chiesto una diversa valutazione delle condizioni psicologiche della donna e il riconoscimento della temporanea incapacità di intendere e di volere.
Secondo la ricostruzione processuale, la donna, arrivata in Italia pochi mesi prima e priva di permesso di soggiorno, aveva nascosto la gravidanza per il timore di perdere il lavoro. Dopo il parto aveva sistemato il neonato in una busta, con un asciugamano e un piccolo orsacchiotto, lasciandolo vicino ai cassonetti.
Oggi la giovane vive con il figlio in una comunità, pur non avendo ancora la responsabilità genitoriale, e si occupa quotidianamente di lui. Ha inoltre un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Il bambino è in buone condizioni di salute.
La Corte d’Appello ha quindi confermato la pena di primo grado, lasciando ferma anche l’assoluzione dal tentato infanticidio.
