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Stop all’area a caldo dell’ex Ilva, i legali dei cittadini di Taranto si oppongono alla sospensiva. Si costituisce anche la Regione Puglia

Gli avvocati Ascanio Amenduni e Maurizio Rizzo Striano hanno depositato le memorie difensive in vista dell’udienza di mercoledì 9 settembre

Stop all’area a caldo dell’ex Ilva, i legali dei cittadini di Taranto si oppongono alla sospensiva. Si costituisce anche la Regione Puglia

I legali di 11 cittadini di Taranto, tra cui anche un bambino, si oppongono alla richiesta di Acciaierie d’Italia e Ilva in Amministrazione straordinaria di sospendere l’esecutività del decreto della Corte d’Appello di Milano, che impone la fermata dell’area a caldo dell’ex Ilva entro il prossimo 28 ottobre.

Gli avvocati Ascanio Amenduni e Maurizio Rizzo Striano hanno depositato le memorie difensive in vista dell’udienza di mercoledì 9 settembre, chiedendo il rigetto formale dell’istanza ex art. 373 c.p.c. presentata dalle società.

Nell’atto depositato, i difensori hanno eccepito l’inammissibilità del ricorso, definendolo un vero e proprio «ossimoro logico e processuale» oltre che una impropria «sospensione della sospensione cautelare».

Al centro della battaglia legale vi è il bilanciamento tra la continuità produttiva e la tutela della salute della popolazione locale.

«L’epoca dei diritti tiranni della produzione è terminata definitivamente», hanno dichiarato i legali, evidenziando come i paventati danni agli impianti non possano essere considerati irreparabili né tantomeno prevalere sulla salvaguardia della vita umana. Secondo la difesa, infatti, «un impianto si può sempre sostituire, mentre la vita e la salute umana no».

Le memorie difensive contestano inoltre la tesi societaria secondo cui lo spegnimento dei macchinari sarebbe un processo del tutto irreversibile. A supporto di questa posizione, gli avvocati hanno citato i recenti blocchi prolungati della struttura e il nuovo incidente registrato lo scorso 23 agosto ad Afo 2, che ha causato la fuoriuscita di un’intensa nube nera, a testimonianza dei persistenti rischi ambientali e sanitari legati all’attività dello stabilimento siderurgico.

La Regione Puglia: «La decisione dei giudici consenta la totale decarbonizzazione»

Anche la Regione Puglia si è costituita dinanzi alla Corte d’Appello di Milano in vista dell’udienza del 9 settembre. L’atto dell’Avvocatura regionale, presentato per conto del presidente Antonio Decaro, si aggiunge alle difese già depositate dagli 11 cittadini di Taranto. Erano stati proprio questi ultimi ad attivare l’azione inibitoria sfociata nel decreto dello scorso luglio, che impone lo spegnimento degli impianti inquinanti entro il prossimo 28 ottobre.

Nella comparsa di costituzione, l’ente regionale – tramite gli avvocati Rossana Lanza e Anna Bucci – «in continuità con le precedenti fasi processuali» rimette ai giudici milanesi «ogni valutazione e conseguente decisione che consenta la totale decarbonizzazione dell’impianto a tutela della salute, dell’ambiente e del diritto al lavoro».