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Bakary Sako ucciso a Taranto, il gip: «Il branco ha agito senza preoccuparsi di esser visto»

Bakary Sako ucciso a Taranto, il gip: «Il branco ha agito senza preoccuparsi di esser visto»

Non si sarebbero «minimamente» preoccupati «di essere visti da testimoni oculari o di essere immortalati dalle telecamere di videosorveglianza» i ragazzi che, a Taranto, avrebbero aggredito prima e poi accoltellato il 35enne Bakary Sako, bracciante maliano ucciso all’alba di sabato 9 gennaio in piazza Fontana, nella città vecchia del capoluogo ionico.

Ad sostenerlo è il gip di Taranto, Gabriele Antonaci, nell’ordinanza di custodia cautelare emessa ieri pomeriggio – a fronte della non convalida del fermo – nei confronti del 22enne Cosimo Colucci, detto Mimmo, uno dei sei indagati per l’omicidio. Colucci risponde, in concorso, con il 20enne Fabio Sale e quattro minorenni tra i 15 e i 16 anni.

«Particolarmente allarmante – scrive il gip – è che, dall’analisi dei filmati in atti, traspare limpidamente la sensazione di impunità con la quale il branco ha agito: essi, infatti, hanno pestato un soggetto sconosciuto in pieno centro città, quasi in orario diurno, non preoccupandosi minimamente di essere visti da testimoni oculari o di essere immortalati dalle telecamere di videosorveglianza. Non si sono minimamente premurati, ad esempio, di occultare il proprio viso, tramite cappucci o caschi, mostrandosi liberamente mentre ponevano in essere una condotta gravemente sprezzante della vita altrui».

Sako, che percorreva via Garibaldi in sella a una bicicletta e si apprestava ad andare al lavoro nei campi, è stato accerchiato e picchiato senza un particolare motivo. Poi un 15enne gli ha sferrato tre coltellate, due all’addome e una al torace. Il 35enne è entrato in un bar per trovare riparo e si è accasciato sul pavimento. Il gestore del locale ha intimato ai ragazzi che lo avevano seguito di uscire dal bar insieme al maliano, ma non ha chiamato le forze dell’ordine.

L’esercente ora è indagato per favoreggiamento personale in quanto non avrebbe fatto il nome di Colucci pur conoscendolo e avendolo visto sulla scena. Martedì la procuratrice facente funzioni del tribunale per i minorenni Daniela Putignano affiderà l’autopsia al medico legale Roberto Vaglio. Nella stessa giornata la pm del Tribunale ordinario Paola Francesca Ranieri assegnerà la consulenza sui file video del bar di piazza Fontana e i cellulari dei due maggiorenni e della vittima.