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Le strategie per il futuro, il Taranto riparte dalla programmazione

La prossima stagione potrà iniziare coi tempi giusti e non come successo ad agosto scorso. Prevista la ridefinizione dell’organigramma

Le strategie per il futuro, il Taranto riparte dalla programmazione

Rialzarsi, dopo una caduta, è il primo inevitabile passo da compiere per ripartire, possibilmente più spediti di prima. Vale per ciascun individuo, vale anche per una società di calcio come il Taranto, costituita da donne e uomini uniti da un unico obiettivo: riportare la città in una categoria differente dall’Eccellenza. Campionato che, contrariamente alle aspettative, si è rivelato zeppo di ostacoli, non sempre facili da eludere.

Il prossimo campionato

Delle incognite incontrate nella scorsa stagione se n’è parlato tanto, molte non saranno più affrontate. Intanto perché il girone non sarà più composto da venti squadre, bensì da diciotto. Non si potrà più giocare ogni tre giorni e questo agevolerà tutte le squadre, i cui giocatori avranno minori rischi di infortunio. Sarà un campionato diverso al quale il Taranto arriverà in modo diverso, senza dovere rincorrere nessuno.

La nuova stagione ha preso forma e con il comunicato due giorni fa la proprietà ha indicato la strada da seguire per centrare gli obiettivi. Una comunicazione trasparente, come è sempre stata nel corso dell’annata 2025/26. Uno stile proprio di questa dirigenza, prossima a compiere undici mesi di attività. Ne è il principale esempio affermare che la società si trovi «nell’impossibilità di soddisfare i requisiti minimi necessari per la presentazione della domanda di ripescaggio al campionato di serie D per la stagione sportiva 2026/2027». Sempre che non si palesi «un nuovo e distinto percorso normativo e tecnico, le cui modalità sono attualmente in fase di approfondita valutazione».

La discriminante

La causa di questa impraticabilità è ben nota, eppure dal disagio e dallo sdegno provocato in tutta la comunità rossoblù, dall’invasione di campo di Massafra subito dopo la finale con il Gladiator, si sono generate una coesione e una concordia sconosciute sino a poco tempo fa. Anche con questa unità si può vincere, persino nelle sedi della giustizia sportiva chiamate a ricostruire i fatti accaduti allo stadio «Italia» con «la massima attenzione, equità e imparzialità».

La ripartenza passerà anche attraverso la ridefinizione dell’organigramma dirigenziale e del quadro tecnico e sportivo, ossia parco giocatori e staff tecnico. Passaggi obbligati e che dovranno seguire le indicazioni riportate nel «prospetto economico-finanziario funzionale alle decisioni strategiche future». Ecco, strategie e futuro sono i due vocaboli da tenere bene a mente.