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Ex Ilva, i commissari provano il ricorso sull’area a caldo. Genitori Tarantini: «Colpo di coda di un animale morente»

Il 20 è in programma un incontro promosso da comitati, associazioni e lavoratori per discutere di una piattaforma per la città senza l’Ilva

Ex Ilva, i commissari provano il ricorso sull’area a caldo. Genitori Tarantini: «Colpo di coda di un animale morente»

Nonostante il caldo e la pausa ferragostana le iniziative a tutela della salute pubblica non si fermano. Il 20 è in programma un incontro promosso da comitati, associazioni e Lavoratori metalmeccanici organizzati (Lmo) per discutere di una piattaforma per la città senza l’Ilva. Idee e progetti pensati per il dopo chiusura della fabbrica d’acciaio. L’appuntamento è fissato alle 19 al Parco Massimo Battista (ex Mura Greche) dove sarà presente anche il legale degli undici cittadini che hanno promosso il giudizio contro l’ex Ilva, chiedendone lo stop al Tribunale di Milano.

E sul ricorso in Cassazione avviato dai Commissari di AdI, la presidente dell’associazione Genitori Tarantini, Cinzia Zaninelli, dichiara «il ricorso in Corte di Cassazione presentato da Ilva in As assomiglia ad colpo di coda di un animale morente. Di certo anche AdI e AdI Holding si allineeranno, in modo da poter chiedere agli stessi giudici della Corte d’Appello che hanno emesso il decreto che impone lo spegnimento dell’area a caldo entro il 28 ottobre, di ripensarci concedendo una sospensiva».

Il contesto

Scettica Zaninelli che afferma «non intravediamo margini di successo per questa richiesta da ultima spiaggia. Ciò che percepiamo è la mai sopita voglia di nuocere alla salute dei cittadini e lavoratori anche da parte di questo Governo che, al pari dei precedenti, vorrebbe continuare a favorire gli interessi di industriali, sindacalisti e produttori di acciaio, oltre a quei dipendenti che in tutta Italia si dedicano alla laminazione a freddo del prodotto che avvelena i tarantini a iniziare dai bambini. Siamo di fronte ad un quadro che dipinge la storia di resistenza dei tarantini che hanno fatto una scelta, quella giusta».

All’incontro del 20 sarà presente anche il legale dei ricorrenti, l’avvocato Maurizio Rizzo Striano, che si soffermerà sulla situazione attuale e soprattutto su quello che sarà il dopo. Cosa potrebbe accadere dopo il ricorso alla Cassazione da parte dei Commissari e cosa si potrà o dovrà ancora fare per spegnere il mostro?. «Il ricorso in Cassazione – secondo l’avvocato Rizzo Striano – non sospende l’esecutività del decreto della Corte di Appello e la decisione della Corte Suprema arriverà ben oltre la scadenza del termine del 28 ottobre, data entro la quale dovranno fermare gli impianti». Prosegue il legale: «Il motivo per cui lo hanno presentato è per chiedere alla Corte di Appello di Milano una sospensione dell’esecutività del proprio decreto, in attesa della pronuncia da parte della Cassazione. Ma così facendo, qualora ottenessero la sospensione, aggraveranno ancora di più la situazione dei lavoratori, finanziaria e il futuro della città». Il ricorso presentato dai Commissari è proprio contro quel gruppo di cittadini che ha promosso il giudizio contro l’ex Ilva chiedendo il fermo dell’area a caldo perché inquina con polveri sottili e di amianto. Un ricorso che si è concluso positivamente tant’è che la Corte d’Appello del Tribunale di Milano ha disposto con un decreto lo spegnimento dell’area in questione entro il 28 ottobre.