La partita dell’eolico offshore italiano passa da Taranto. Dal 7 al 9 ottobre la città scelta dal Governo come hub strategico nazionale ospiterà la terza edizione di Offshore Wind Revolution, organizzata da Magellan Circle con autorità portuale del Mar Ionio e Regione. Tre giorni che arrivano in una fase decisiva per il settore e soprattutto per la Puglia, dove si concentra quasi la metà della potenza dei progetti.
In Italia sono oltre 95 le iniziative presentate, per circa 64 GW complessivi: 31 sono localizzate in Puglia e valgono oltre 23 GW. Numeri che trasformano la transizione energetica in una partita industriale. Secondo uno studio indipendente promosso dall’associazione Aero, ogni euro investito nell’eolico galleggiante potrebbe generarne altri 2,9 nel resto dell’economia, attivando una filiera che va dalla cantieristica alla metalmeccanica, dalla logistica alla manutenzione fino ai servizi tecnologici. Ed è proprio sulla capacità di trattenere sul territorio questa ricaduta economica che si concentrerà il confronto di Taranto.
Il programma
La prima giornata e la mattina dell’8 ottobre saranno riservate a sponsor e operatori, insieme a 13 imprese selezionate attraverso un bando della Regione. L’obiettivo è mettere direttamente in contatto il tessuto produttivo locale con i grandi player internazionali. L’8 e il 9 ottobre la conferenza si aprirà invece al pubblico, con delegazioni provenienti anche da Francia e Paesi Bassi. L’Occitania porterà l’esperienza dello sviluppo dell’offshore nel Mediterraneo, mentre dall’Olanda arriverà il modello di uno dei mercati europei più avanzati. Sul tavolo c’è soprattutto il futuro industriale di Taranto: fare del porto non soltanto una base logistica per le turbine in mare, ma il cuore di una nuova filiera produttiva capace di trasformare i gigawatt progettati in investimenti, imprese e occupazione.
