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Grottaglie, Taras Futura per l’Arlotta propone il “Modello Foggia”

L’associazione Taras Futura, guidata dall’avvocato Nicola Russo, sgancia la bomba sul bando pubblicato da Aeroporti di Puglia per vagliare l’interesse delle compagnie ai voli civili dall’aeroporto di Grottaglie

Grottaglie, Taras Futura per l’Arlotta propone il “Modello Foggia”
Per l’associazione Taras Futura, il bando così com’è rischia di favorire gli altri aeroporti regionali

In attesa che sia fissata l’audizione in commissione regionale Trasporti (prevista per oggi e rinviata a data da destinarsi), l’associazione Taras Futura, guidata dall’avvocato Nicola Russo, sgancia la bomba sul bando pubblicato da Aeroporti di Puglia per vagliare l’interesse delle compagnie ai voli civili dall’aeroporto di Grottaglie.

Il legale tarantino chiede l’applicazione del modello Foggia, perché il bando triennale «nasconde forti criticità giuridiche e strutturali» e «rischia di non invogliare le compagnie aeree. Imporre loro un business plan basato sul rigido principio comunitario Meo (Operatore in una economia di mercato), sapendo che lo Studio Paleari ha già bollato la rotta come non profittevole a mercato libero a causa della vicinanza con Brindisi, significa bloccare in partenza lo scalo ionico». Per Russo c’è il concreto rischio che il bando finisca per preservare la posizione degli altri aeroporti della rete regionale a discapito dello sviluppo civile del Marcello Arlotta.

Le proposte

Taras Futura propone tre soluzioni immediate: Il modello Foggia, con l’attivazione del Servizio di interesse economico generale (Sieg), replicando il precedente successo già autorizzato da Bruxelles per lo scalo foggiano Gino Lisa, la clausola Anti-scippo, che permette ad AdP di negoziare con i vettori «altre rotte di interesse della società», per evitare che i piani presentati per Taranto (come quello della cordata Puglia Sky) vengano dirottati su Bari o Brindisi ed infine l’utilizzo delle compensazioni ambientali della raffineria Eni di Taranto per fornire carburante sostenibile per l’aviazione a chilometro zero e a tariffe agevolate ai vettori, azzerando i rischi commerciali delle rotte e aggirando i divieti Ue sugli aiuti di Stato grazie alla chiave della transizione ecologica. «Taranto muove l’economia industriale dell’intera regione e non può più essere ostaggio dell’ottimizzazione contabile di una rete aeroportuale che penalizza il bacino ionico. Se il mercato privato non risponde, lo Stato ha il dovere di imporre gli oneri di servizio pubblico», sostiene l’avvocato Russo.