Domenica scorsa, durante l’Angelus, papa Leone XIV aveva parlato dei Giochi del Mediterraneo, che saranno inaugurati domani a Taranto, auspicando che l’evento sia «una profezia di pace e di fratellanza tra i popoli» dell’area mediterranea «e del mondo intero».
Con un telegramma a firma del segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, letto ieri alla fine della messa nel giorno in cui Taranto ha accolto in cattedrale la Croce degli sportivi, il pontefice è tornato a esprimere l’augurio che i Giochi del Mediterraneo siano un’opportunità per «costruire ponti tra culture e popoli, promuovendo l’accoglienza, la solidarietà e la pace».
Nel telegramma, inviato all’arcivescovo della città monsignor Ciro Miniero, rivolgendo il suo saluto ai partecipanti alla celebrazione di accoglienza della Croce degli sportivi, il Papa ha esortato «a guardare con fede tale segno di redenzione che raccoglie le attese e le speranze, le gioie e le fatiche di quanti condividono esperienze sportive» e ha invitato a vivere le gare «con sentimenti di amicizia, di fraternità e di lealtà».
