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Fondi per la transizione a Taranto, ora la revisione dei codici Ateco non è più un tabù

L’iter dovrà passare da Roma per una verifica. Intanto è operativo il pacchetto da 120 milioni di euro per il microcredito

Fondi per la transizione a Taranto, ora la revisione dei codici Ateco non è più un tabù

Dopo mesi di silenzi e rinvii cade il muro di gomma eretto dalla giunta regionale attorno ai codici Ateco esclusi dagli incentivi del Just Transition Fund.

La svolta è arrivata, ieri, nell’audizione in Commissione regionale Industria, rinviata più volte e attesa da aziende, associazioni di categoria e sindacati. Ad imprimerla l’assessore allo Sviluppo economico, Eugenio Di Sciascio, il quale ha ammesso che la platea dei beneficiari potrà essere ampliata in futuro con una rimodulazione del programma europeo per Taranto.

Non subito, però: i bandi PIA e MiniPIA resteranno invariati fino alla conclusione dell’attuale fase. L’audizione, richiesta dal consigliere regionale di Forza Italia, Massimiliano Di Cuia, dopo un’interrogazione sul tema, segna un passaggio destinato a incidere sul futuro delle politiche di riconversione economica dell’area di Taranto.

Per la prima volta la Regione non chiude la porta all’estensione dei codici Ateco, oggi esclusi dalle agevolazioni del Just Transition Fund. «Non possiamo riaprire i codici Ateco a pochi giorni dalla chiusura dei bandi, altrimenti si sarebbero lamentate le aziende che hanno già presentato domanda», ha spiegato Di Sciascio davanti ai commissari. Ma l’assessore non chiude la porta: ha annunciato l’intenzione di istituire una struttura tecnica che dialogherà con il Programma nazionale che gestisce il Just Transition Fund, a Roma, per verificare la possibilità di rimodulare le risorse disponibili e predisporre nuovi bandi con un eventuale ampliamento dei codici Ateco. «Dobbiamo evitare un effetto singhiozzo», ha precisato, chiarendo che ogni modifica sarà valutata soltanto dopo la ricognizione delle domande, delle risorse ancora disponibili e dello stato di avanzamento del programma europeo.

Le future misure, ha anticipato Di Sciascio, non riproporranno gli stessi incentivi extra large del passato, ma le intensità degli aiuti saranno ridotte e calibrate con criteri più selettivi per consentire di finanziare un numero maggiore di imprese e rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse europee nella programmazione che accompagnerà il territorio fino al 2030. L’assessore ha quindi difeso i risultati ottenuti dal Just Transition Fund sul territorio ionico. «Taranto è nel cuore della Regione e problemi così complessi richiedono risposte non semplici», ha affermato. I numeri illustrati in Commissione confermano una domanda ben superiore alle aspettative. Ha ricordato che i 170 milioni destinati alle imprese sono ormai interamente assorbiti, a conferma di una domanda elevatissima, con 23 progetti PIA e 119 MiniPIA presentati, capaci di attivare complessivamente oltre 167 milioni di investimenti e più di 100 milioni di agevolazioni. Cui si aggiungono 46 milioni di richieste ancora in fase di valutazione.

Di Sciascio ha spiegato che la Regione ha scelto di destinare anche i 46,8 milioni inizialmente previsti per i contratti di programma alla copertura delle domande PIA e MiniPIA, vista la pressione crescente delle imprese, e ha confermato che sono allo studio ulteriori rimodulazioni delle risorse JTF, che complessivamente ammontano a 750 milioni e potrebbero arrivare a 792. La pausa serve a completare la ricognizione delle risorse disponibili, definire un’eventuale rimodulazione finanziaria e confrontarsi con la struttura nazionale che gestisce il JTF per individuare nuovi spazi di finanziamento.

Solo al termine di questa fase la Regione deciderà come riattivare gli avvisi e con quali eventuali modifiche, compreso il possibile ampliamento dei codici Ateco. Nel frattempo è già operativo il pacchetto da 120 milioni di euro dedicato al microcredito e agli strumenti di garanzia per le piccole imprese, mentre è stato pubblicato anche il nuovo avviso del Just Transition Fund destinato alle Comunità energetiche rinnovabili della provincia di Taranto. La misura finanzierà impianti alimentati da fonti rinnovabili. L’obiettivo, ha spiegato Di Sciascio, è favorire la decarbonizzazione, attivare nuove filiere produttive e creare occupazione stabile.