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Ex Ilva, stop allo sciopero: le associazioni tarantine chiedono la chiusura del siderurgico

L’obiettivo delle sigle sindacali resta quello di ottenere garanzie concrete sul futuro occupazionale, ambientale e industriale

Ex Ilva, stop allo sciopero: le associazioni tarantine chiedono la chiusura del siderurgico
I lavoratori dell’ex Ilva nell’assemblea organizzata durante i blocchi seguiti allo sciopero

Si è concluso a Taranto lo sciopero di cinque giorni dei lavoratori dell’ex Ilva, accompagnato dai blocchi stradali sulle statali 7 e 106, rimosse dopo le assemblee sindacali. La decisione di sospendere la protesta è giunta in seguito ai risultati ottenuti al tavolo della Regione Puglia e alla convocazione del governo a Palazzo Chigi fissata per il 27 ottobre. L’obiettivo delle sigle sindacali resta quello di ottenere garanzie concrete sul futuro occupazionale, ambientale e industriale del polo siderurgico.

Mentre le tute blu rientrano, la città si prepara a una nuova mobilitazione. Nel pomeriggio è prevista la manifestazione promossa dalla rete ‘Onda del futuro’ insieme ad altre associazioni locali, con un corteo che partirà da piazzale Democrate per raggiungere piazza Maria Immacolata. La piazza chiede una svolta radicale: la chiusura definitiva dello stabilimento, la bonifica integrata del Sito di interesse nazionale, la tutela della salute e la creazione di un’economia alternativa per il territorio.

La giornata è segnata anche dalla polemica con il sindaco Piero Bitetti, che ha annunciato la sua assenza. Le associazioni promotrici hanno replicato con fermezza, sottolineando come la manifestazione non sia nata per raccogliere adesioni istituzionali e criticando la piattaforma di decarbonizzazione sottoscritta in Regione. «Un documento politico non diventa un piano industriale solo per essere stato firmato», attaccano gli organizzatori, ribadendo che non è possibile sostenere la prosecuzione della produzione e contemporaneamente condividere una piazza che ne chiede la chiusura.