La presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene direttamente sulle tensioni che stanno attraversando il polo siderurgico di Taranto e i presidi dei lavoratori dell’ex Ilva. A margine dei lavori delle istituzioni europee a Bruxelles, la premier ha risposto alle domande dei cronisti in merito alle proteste e ai blocchi stradali che da giorni paralizzano il capoluogo ionico, rivendicando la linea dell’esecutivo e ribadendo l’impegno dello Stato nella gestione della vertenza.
«Faremo tutto ciò che possiamo», ha dichiarato la premier, respingendo al mittente le addebiti politici sulla crisi dell’impianto. «Voglio ricordare che non siamo noi ad aver chiuso l’Ilva: noi siamo quelli che devono cercare di gestire la situazione».
A sostegno dell’azione di governo, la premier ha richiamato le risorse finanziarie mobilitate finora per garantire la continuità aziendale e la salvaguardia dell’impianto: «Dall’inizio del nostro mandato abbiamo investito 5 miliardi di euro tra fondi diretti ed erogazioni tramite Invitalia su Ilva». Dichiarazioni che arrivano a pochi giorni dalla fitta agenda di tavoli istituzionali annunciati a Roma, con il primo confronto al Ministero del Lavoro il 20 ottobre e il vertice generale con le sigle sindacali a Palazzo Chigi fissato per il 27 ottobre.
