Nuova stangata occupazionale per Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. I commissari Giancarlo Quaranta, Giovanni Fiori e Davide Tabarelli hanno inviato una comunicazione ufficiale a sindacati, Regioni e Ministeri coinvolti per richiedere un drastico incremento della Cassa integrazione straordinaria. L’azienda ha chiesto di sospendere ulteriori 4.172 dipendenti, raddoppiando quasi la platea attuale (4.450 persone) e portando il totale a quota 8.622 unità complessive in tutta Italia.
La misura, pensata come “numero medio massimo di contestuali sospensioni”, resterà in vigore fino al 28 febbraio 2027, salvo proroghe. Per garantire la salvaguardia degli impianti, la guardiania, la continuità e gli adempimenti ambientali e amministrativi, rimarranno in servizio appena 1.004 lavoratori. L’impatto coinvolge tutti i siti italiani del gruppo: a Taranto la cassa viene chiesta per 6.964 lavoratori su 7.875; a Genova per 870 su 917; a Novi Ligure per 515 su 542 e a Milano per 117 su 127. La doccia fredda giunge dopo cinque giorni di sciopero e blocchi stradali dell’indotto a Taranto, esasperando un clima sociale ed economico già fortemente compromesso
