Sindacati metalmeccanici e associazioni datoriali chiedono di incontrare il Capo dello Stato Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni per parlare del futuro dell’ex Ilva, la cui crisi si trascina da ormai quasi 15 anni e del rischio bomba sociale a Taranto. Il Presidente e la premier saranno domani in città alla cerimonia inaugurale dei Giochi del Mediterraneo. «Siamo ad un punto di non ritorno», è l’allarme di Fim, Fiom, Uilm e Usb, che chiedono provvedimenti straordinari dopo l’ordinanza di chiusura dell’area a caldo entro ottobre stabilita dalla Corte d’appello di Milano. I sindacati chiedono «un intervento pubblico a garanzia del processo di decarbonizzazione e delle bonifiche delle aree» e misure per i lavoratori diretti, quelli ex Ilva in As rimasti fuori dal perimetro lavorativo e quelli di indotto e appalto, in modo da scongiurare «licenziamenti collettivi per oltre 20mila addetti». «Ci appelliamo a Lei, Presidente, affinché un territorio diviso e martoriato possa riprendere il proprio cammino di comunità», scrivono.
Quale futuro per Taranto
Anche Confindustria, Confapi, Aigi, Confartigianato e Federmanager hanno chiesto un incontro con Mattarella e Meloni. «L’obiettivo – spiegano – non è solo quello di ribadire le innumerevoli criticità dello stabilimento, aggravate dalla prospettiva concreta e imminente della chiusura dell’area a caldo, ma anche di dare voce alle aziende dell’indotto per ribadire la necessità di una presenza sempre più attiva delle associazioni sui tavoli nazionali deputati ad individuare le soluzioni possibili. Soluzioni che diano risposte risolutive e tempestive riguardo alla definizione di una strategia industriale chiara e alla tutela del credito vantato dalle stesse imprese, argomenti già oggetto di sollecitazioni che le associazioni datoriali e Federmanager hanno rivolto in occasione delle interlocuzioni avute con il Mimit e i commissari di AdI e di ex Ilva anche nel corso dei recenti tavoli interministeriali». «Ciò che un intero territorio chiede con urgenza è di poter guardare al futuro senza quella logorante incertezza che sta contribuendo ad una disarmante desertificazione industriale, la stessa che, per ironia della sorte, va a registrarsi proprio in concomitanza con un evento che porterà Taranto, la Puglia ed il Paese al centro dell’attenzione internazionale», concludono.
