Un decreto-legge urgente nel prossimo Consiglio dei ministri per garantire la continuità produttiva, tutelare i lavoratori con ammortizzatori sociali non orientati alla liquidazione ed evitare che lo spegnimento definitivo dell’area a caldo renda vana l’attesa pronuncia della Corte di Cassazione. È la linea d’azione messa sul tavolo questa sera dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, in apertura del vertice fiume a Palazzo Chigi con le rappresentanze sindacali dei metalmeccanici.
Il confronto, caratterizzato da un clima teso e sospeso per uno stop tecnico dopo i primi interventi delle sigle, arriva a poche ore dall’annuncio di Acciaierie d’Italia di avviare il regime di hot stand-by a Taranto in attuazione dell’ordinanza della Corte d’Appello di Milano, con la minaccia di uno spegnimento tombale il 25 ottobre.
Sul piano normativo, Mantovano ha spiegato che l’esecutivo lavora a una formula giuridica complessa per scongiurare un punto di non ritorno: «Non possiamo disapplicare o sterilizzare del tutto il decreto della Corte d’Appello di Milano con una legge, cosa giuridicamente impossibile», ha chiarito il sottosegretario. «L’obiettivo è verificare i margini, sul piano del diritto e della sostenibilità economica, per consentire di mantenere gli impianti in riscaldo oltre le scadenze ed evitare lo spegnimento definitivo, che pregiudicherebbe per sempre le strutture qualora le Sezioni Unite della Cassazione dovessero accogliere i ricorsi». In questo quadro, Mantovano ha ricordato come le conclusioni del Procuratore generale della Cassazione abbiano già criticato i decreti milanesi su amianto e Pm10, attestando la correttezza del lavoro del Ministero dell’Ambiente e dell’Iss, pur senza sospenderne formalmente l’efficacia immediata.
Sul fronte sociale e industriale, il governo ha delineato un pacchetto di interventi su tre assi principali:
- Ammortizzatori per la continuità: un decreto-legge immediato contenente coperture per una cassa integrazione concepita non per la dismissione, ma per traghettare le maestranze verso la ripartenza, con ulteriori tutele da integrare in sede di conversione parlamentare;
- Risorse per la decarbonizzazione: fondi confermati per la tecnologia Dri (preridotto) e i forni elettrici, con stanziamenti destinati interamente al polo di Taranto per un piano industriale «green» e credibile;
- Riqualificazione e regia unica: incentivi e semplificazioni per nuovi investimenti sul territorio ionico affidati a una struttura unitaria di coordinamento, concepita per accelerare i progetti industriali e riassorbire il personale che dovesse fuoriuscire dal perimetro dell’acciaieria.
