La Procura generale della Cassazione ha chiesto alle Sezioni unite di accogliere parzialmente i ricorsi presentati da Ilva e Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. La richiesta riguarda l’annullamento del provvedimento della Corte d’Appello di Milano che aveva imposto lo spegnimento dell’area a caldo dell’impianto siderurgico.
Nella requisitoria scritta depositata dal magistrato della Procura generale in vista dell’udienza del 20 ottobre, si evidenzia come la normativa vigente sull’amianto nei cowpers degli altiforni non preveda un «obbligo autonomo di rimozione integrale e indiscriminata entro il 23 agosto 2023», facendo venir meno il presupposto per considerare il d.m. 278/2023 e l’Aia 2025 semplici proroghe di un obbligo scaduto.
Quanto al rischio legato alle polveri sottili (PM10 e PM2,5), la Procura generale rileva che la sospensione dell’attività presuppone la presenza di pericoli gravi e rilevanti, desunti invece dai giudici milanesi da dati epidemiologici pregressi e senza un confronto con la più recente Valutazione di Impatto Sanitario (Vis).
Intanto, l’esame del decreto ex Ilva ha preso ufficialmente il via nell’Aula del Senato con la relazione del senatore Salvo Pogliese. Il testo, già approvato in commissione Industria e da convertire entro il 27 ottobre, punta a superare gli ostacoli normativo-ambientali per garantire la continuità produttiva.
«Il decreto legge che analizziamo rappresenta l’undicesimo intervento normativo durante questa legislatura che ha per oggetto diretto o indiretto lo stabilimento ex Ilva di Taranto. Questo dimostra l’assoluta determinazione del governo Meloni e del ministro Urso per consentire la continuità operativa di impianti strategici in termini industriali e geopolitici», ha detto Pogliese, relatore del decreto.
«Questo intervento si rivela oltremodo importante – ha aggiunto – alla luce dell’ultima sentenza della Corte di appello di Milano che ha confermato l’ordine di spegnimento degli altoforni che si deve concretizzare entro il 28 ottobre 2026. Ricordo che gli stanziamenti complessivi che il governo Meloni ha garantito in questi quattro anni per lo stabilimento ex Ilva ammontano a 965 milioni, se poi considerassimo il valore del patrimonio destinato si raggiungerebbe la cifra di 1 un miliardo e 519 milioni. Questo dato è assolutamente indicativo dell’impegno totalizzante del governo Meloni su questa fondamentale tematica».
Parallelamente, l’esecutivo ha convocato i sindacati dei metalmeccanici a Palazzo Chigi per giovedì 8 ottobre alle 18:30 per fare il punto sulla situazione del gruppo.
