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Ex Ilva, congelate le commesse della “Castiglia”: tutti i dipendenti in cassa integrazione

«Tra le ragioni del provvedimento – spiega la Fisascat Cisl – viene citata la decisione provvisoriamente esecutiva della Corte d’appello di Milano»

Ex Ilva, congelate le commesse della “Castiglia”: tutti i dipendenti in cassa integrazione
(Foto di repertorio)

Continuano ad arrivare segnali poco incoraggianti dal siderurgico. Acciaierie d’Italia ha congelato fio al 31 ottobre le commesse dell’impresa appaltatrice Castiglia, che si occupa per conto del siderurgico di gestione dei rifiuti industriali, bonifiche e risanamenti ambientali e manutenzione di impianti e reti.

Lo annuncia la Fisascat Cisl, che si dice preoccupata. «Tra le ragioni del provvedimento – spiega la sigla – viene citata la decisione provvisoriamente esecutiva della Corte d’appello di Milano, che ha disposto lo stop alle attività produttive dell’area a caldo nel siderurgico. L’interruzione delle commesse si traduce, dunque, nell’immediata fermata lavorativa di tutto il personale impiegato nell’appalto, rendendo indispensabili gli ammortizzatori sociali per crisi aziendale, peraltro già attivati dall’azienda».

La Fisascat Cisl ha sollecitato l’azienda a velocizzare il più possibile l’iter burocratico. E su richiesta del sindacato, l’impresa si è detta disponibile ad anticipare ai dipendenti il trattamento economico della cassa integrazione una volta completata la procedura. Una misura fondamentale per ridurre i tempi di attesa e garantire liquidità alle famiglie in un momento di profonda incertezza. «Siamo estremamente allarmati ma manterremo attivo il dialogo con la società e con le parti coinvolte», dice Maria Scala Vinci, segretaria della Fisascat Cisl. «Le nostre priorita’ sono chiare: tempestività nella copertura reddituale, anticipo dei sussidi e salvaguardia di tutti i posti di lavoro, affinché questa fermata rimanga un episodio temporaneo e non si converta in un danno occupazionale irreversibile».

Per Mirko Carta, coordinatore dell’appalto per Fisascat Cisl, «alle necessarie tutele immediate si aggiunge anche la nostra richiesta di fare chiarezza sul domani, oltre l’ emergenza. La cassa integrazione è indispensabile oggi, ma è decisivo capire cosa succederà dopo il 31 ottobre. Servono garanzie trasparenti sul futuro dell’appalto e sulla tenuta occupazionale, per assicurare che alla ripresa delle attività tutti i dipendenti rientrino al lavoro».