I sindacati metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm confermano lo sciopero nazionale di 24 ore in tutti i siti dell’ex Ilva indetto per lunedì prossimo, 12 ottobre, e annunciato ieri dopo il confronto a Palazzo Chigi, e avvertono che la mobilitazione potrebbe proseguire nei giorni successivi con iniziative articolate sui territori.
«L’unico aspetto oggetto attualmente della discussione con il Governo è quello degli ammortizzatori sociali, per tutti i lavoratori e per tutti gli stabilimenti, senza una reale prospettiva di rientro al lavoro», affermano le sigle in una nota.
«La transizione – si legge nel comunicato – non deve passare come una mannaia sulle spalle dei lavoratori». I sindacati chiedendo, dunque, investimenti pubblici e privati, risorse nella Legge di Bilancio 2027 e «un ruolo diretto dello Stato».
Nel confronto, aggiungono, non sono arrivate risposte sulla possibilità di acquistare semilavorati per riavviare le linee di finitura a freddo di Taranto, Genova, Novi Ligure, Racconigi e degli altri stabilimenti. Nessuna indicazione neppure sugli strumenti straordinari richiesti, dai prepensionamenti agli incentivi all’esodo fino alla riqualificazione professionale.
Per Fim, Fiom e Uilm, la tutela del reddito e dell’occupazione deve procedere insieme al risanamento ambientale e al rilancio produttivo. Dopo lo sciopero di lunedì, le sigle non escludono «di estendere la stessa mobilitazione nelle giornate successive anche con articolazioni territoriali».
